Il mondo nuovo

Non mi dilungherò troppo.

Ho sentito l’album 4-5 volte e non mi piace.

Sembra un accozzaglia di roba in uno sgabuzzino…vecchie foto, porcellane spezzate, quadri strappati, vestiti, sassi.

Poi però ho preso in mano ogni singolo oggetto dello sgabuzzino.

E mi piace.

Ogni oggetto è bello, ma l’insieme degli oggetti no.

Continuo ad osservare gli oggetti da soli.

Non è un concept, sembra più una raccolta fatta male di bei pezzi di un gruppo con 30 anni di attività.

Vi consiglio di leggere questa recensione ma soprattutto l’intervista che trovate qua. Avrei pagato un sacco di soldi per vedere la faccia del Pif (hi hi hi).

un ciddì: il teatro degli orrori – il mondo nuovo (La Tempesta Dischi, 2012)

link: official

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quark

Nel mondo della meccanica quantistica la parola probabilità ha un enorme valore, tanto che ne diventa una base, una caratteristica intrinseca, quasi l’equivalente di un dogma.

Facciamo un esempio.

Tutti i giorni prendete la macchina e quasi tutti i giorni c’é traffico.

Tutti i giorni che c’è traffico il semaforo funziona.

Tutti i giorni che il semaforo non funziona il traffico non c’è.

Anni e anni di osservazioni vi hanno reso sicuri,: il traffico è generato dal semaforo.

Pubblicate la scoperta su Science “Analogie tra il traffico in una piccola città di provincia e la cromodinamica quantistica”.

Le enciclopedie riportano la vostra foto.

Piero ci fa un Superquark.

Il telegiornale parla di voi perché in un’intervista a Superquark avete detto “che bel culo ha Scarlett Johansson” pensando di esser fuori onda.

Bruno Vespa vi dà ragione mostrando un plastico del culo di Scarlett Johansson.

Una mattina però vi svegliate e c’è traffico anche se il semaforo non funziona.

Gli assunti probabilistici potrebbero crollare tutti.

La vostra teoria di anni e anni di osservazioni e studi probabilistici potrebbe andarsene a spasso con le teorie sul paranormale, mano nella mano.

Il culo di Scarlett potrebbe non essere così bello.

Poi però vi accorgete del dettaglio.

Il dettaglio che spiega tutto.

Un dettaglio apparentemente insignificante che mette a posto tutti i vostri quark.

Il vostro sistema di traffico infatti non necessariamente interferisce con il solo semaforo, ma in un unico insignificante incrocio c’è la vigilessa.

Non muove le braccia, non interagisce con nessuno, ma c’è. Imponente nel suo metro e quaranta, in divisa, distratta dalle chiacchere in un angolo dell’incrocio.

Ma c’é. Esiste.

E in qualche misterioso modo influisce sul sistema.

Dopo l’incrocio con la vigilessa la strada è vuota, libera, tutte le automobili del sistema fluiscono indisturbate.

Tutto il traffico di una città generato da un’apparentemente innocua e insignificante vigilessa.

La teoria regge. Va solo aggiunto un fattore di disturbo piccolo ma molto significante che vi induce ad aggiungerlo nei calcoli del sistema probabilistico.

Il sistema funziona di nuovo.

E il culo di Scarlett è bello.

un ciddì: pianos become the teeth – the lack long after (Topshelf, 2011)

link: wikipedia

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consigli per il tempo

Ho letto alcuni libri che secondo me vale la pena leggere. Evito di leggere libri che non abbiano stagionato almeno per cinque anni. Sono un po’ snob.

Asce di guerra di Vitaliano Ravagli e Wu Ming. Mi ha subito catturato e non sono riuscito a smettere di leggerlo. Scritto benissimo, e non pensiate che sia pesante solo perché parla di storia. Wu Ming applica la sua magia e traduce il tutto in un romanzo bellissimo, pure la storia di Ho Chi Min.

Molto forte incredibilmente vicino di  Jonathan Safran Foer. Bello e avvincente anche se   il contesto è furbetto. Scorrevole. Ultimamente ho letto tra prestiti e regali almeno tre libri che parlano di ragazzini strani.

La fine dei giorni di Alessandro De Roma. É il suo secondo libro che leggo, è molto diverso da Lauter e forse questa è una delle cose che più mi ha colpito. Surreale e ben scritto. Decisamente non furbetto.

Vita di Pi di Yann Martel. In realtà ce l’ho ancora in corso, mi mancano una cinquantina di pagine, ma quello che ho letto finora mi è piaciuto un sacco. Basta non farsi ingannare dalla falsa partenza. Update: Finito ieri notte (14 Febbraio), confermo che mi è piaciuto…

Poi ho visto alcuni film che di tempo me ne hanno fatto perdere inutilmente, sia per la bruttezza che per la noia che per altri motivi.

Amabili resti si Peter Jackson. Questo in assoluto il peggiore film degli ultimi mesi. Peter mi ha fottuto ancora, io che ero un fan accanito di Bad Taste non riesco a capacitarmi che una persona possa arrivare così in basso. Dovrò applicare la cura oblìo su di lui come già fatto con Giovanni Lindo Ferretti. Bruttezza agghiacciante.

Agorà di Alejandro Amenàbar. Qua mi hanno preso per il culo attori e regista. Il regista mi piace tanto, Rachel Weisz pure. Ma la storia mi ha fatto veramente cacare. Forzata, antipatica e stereotipata. Due ore buttate.

L’ultimo inquisitore di Milos Forman. Pure qua doppia presa per il culo. Bardem in passato mi è piaciuto abbastanza (a parte nel film dei Coen dove la monoespressività da pesce lesso sarebbe riuscita pure a Kim Rossi Stuart). Qua l’espressività di Bardem è un gradino più in basso di Non è un paese per vecchi. Ho trovato la ricostruzione storica didascalica e a tratti imbarazzante.

Non ne azzecco uno ultimamente…

in compenso…

un ciddì: wilco – the whole love (dBpm, 2011)

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M.

La nutella spalmata sottile sul pane carasau.

Il rumore del martello sul guscio delle mandorle per farne dolci.

Le polpette al sugo.

I topi agonizzanti attaccati alla colla in cantina.

L’odore del caminetto.

I gatti con il pelo arricciato e biondo dallo stare troppo vicini al camino.

Sas istrinas: i soldini per la festa.

Il lutto portato con rigore e dignità per 33 anni.

I suoi capelli che non ho mai visto spettinati o sciolti.

Il racconto epico dell’unica volta che ha lasciato la Sardegna, negli anni ’60, per andare a trovare la sorella a Torino.

La poltrona di finta pelle.

I lunghi incomprensibili monologhi nel sonno dove contrariamente a quando era sveglia sembrava malvagia, con mia grande paura, quando ero seienne.

Le risate-grugnito contagiose.

Le superstizioni.

Un miliardo di cose che mi ha insegnato senza dire nulla.

9 nipoti.

4 figli.

1 famiglia unita che ha costruito, di cui è sempre andata fiera e che ha sempre protetto.

Grazie.

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bianco

Improvvisamente, con solo una settimana di preavviso, inaspettatamente in pieno inverno è arrivata la neve.

Com’é naturale la capitale si è bloccata.

Chiusi i musei.

Chiusi i negozi.

Chiuse le strade.

Eh, ragazzi, tre centimetri abbondanti di neve non sono mica da sottovalutare.

Una volta un cugino di mio zio (che poi, naturalmente, è morto) mi ha detto che ad andare in bicicletta con la neve, per fare lo spiritoso, si è preso un brutto rafreddore che è durato una settimana.

State a casa, ha detto il sindaco.

Probabilmente ha il sospetto che la neve sia contagiosa.

un ciddì: blue cheer – vincebus eruptum (Philips recors, 1968)

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sesto

(Superficiale visione di Sesto San Giovanni)

Sono stato a Sesto San Giovanni ieri e oggi.

Per giocare a fare il venditore di fuffa.

Di Milano non ho visto nulla ovviamente.

Ho preso subito la metro per Sesto dove avevo appuntamento stamattina.

Sono uscito dalla metro.

Il mio albergo era alla fine di un lunghissimo viale Italia.

A Sesto non ho visto niente di aperto.

Nemmeno un’edicola.

Nemmeno un bar.

Nemmeno un tabaccaio.

Nemmeno un fioraio.

Nemmeno un venditore di fiori.

Solo palazzi e ex-acciaierie.

Ho percorso a piedi I due chilometri e mezzo del percorso.

Alla fine di viale Italia pure le scritte sui muri sono brutte.

Passano dal graffito fighissimo, a quello figo, a quello così così al generico “Clara ti amo”.

Per strada non ho incontrato nessuno.

Sesto è brutta e vuota di sera.

L’ho rivista stamattina.

Sesto è brutta ma piena di traffico la mattina.

Però oggi la giornata era molto bella.

Quà e là ho chiesto informazioni.

Non so se è un caso o una cadenza, ma tutti, compreso l’extracomunitario avevano la R moscia.

La fuffa l’ho venduta tutta.

La prossima volta voglio vedere Milano.

un ciddì: grachan moncur III – some other stuff (Blue note, 1964)

link: wikipedia

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invasione

A manifestare il fenomeno all’inizio, furono i treni. Improvvisamente senza nessun preavviso particolare i treni arrivarono tutti in orario. Non c’erano state riunioni sindacali, riunioni dei vertici aziendali. Niente di tutto questo. Semplicemente arrivavano tutti in orario. Con uno zelo mai visto i ferrovieri si recavano tutti al lavoro puntuali e svolgevano il loro lavoro con perizia e precisione. Facevano pure straordinari non pagati.

Nessuno zingaro ne malvivente rubava più il rame.

L’altro fatto eclatante furono i giovani. Improvvisamente smisero di disegnare sui treni, dentro e fuori. Si formarono dei comitati spontanei e i ragazzi iniziarono a ripulire i vagoni. Poi continuarono con le stazioni, le imbiancarono, le colorarono in modo allegro ma senza tag. Gratuitamente, anziché spendere i soldi in bombolette li spendevano in ducotone e pennelli.

I passeggeri stavano molto attenti all’immondizia. La gettavano dentro la stazione solo se i bidoni erano vuoti. Nessuno seppe perché il tutto iniziò dalle stazioni, ma sembrava molto contagioso. Interrogati su questo, i ferrovieri, apparvero confusi, frastornati e tornarono a casa.

Poi fu la volta delle forze dell’ordine, sempre iniziando dalla polizia ferroviaria. Improvvisamente e spontaneamente tutti i poliziotti i carabinieri e i militari in genere che pensavano di aver avuto comportamenti gratuitamente violenti, illegali o affinità politiche col fascismo più nero, si dimisero. Tutti.

Tutto avanzò con effetto domino. In tutti i settori si ebbe lo stesso comportamento, coloro che avevano avuto comportamenti disonesti sul lavoro si dimisero, gli assassini si consegnarono alla polizia, la politica iniziò a lavorare con un efficacia mai vista. Il PIL si risollevò in un attimo.

I militanti della lega organizzarono un’enorme raccolta fondi per gli immigrati, per scusarsi della deriva nazifascista. Bossi in persona lasciò il ruolo di leader e iniziò a fare a maglia. Faceva degli splendidi golfini che regalava ai bambini rom.

Le puttane e i lacché sparirono dalla televisione.

Nessuno giocava più con le slot machine né a poker.

Le code negli uffici pubblici sparirono.

Il segreto di stato venne dichiarato inammissibile.

Ma capimmo veramente che nulla sarebbe mai stato come prima quando improvvisamente realizzammo che la gente parlava con un tono normale, senza urlare, neppure al telefono.

Non si sa come fecero, che tecnica adottarono, se fosse dannosa, fattostà che i tedeschi ci invasero e tutti vivemmo felici e contenti.

un ciddì: fine before you came – ormai (2012)

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