(Superficiale visione di Sesto San Giovanni)
Sono stato a Sesto San Giovanni ieri e oggi.
Per giocare a fare il venditore di fuffa.
Di Milano non ho visto nulla ovviamente.
Ho preso subito la metro per Sesto dove avevo appuntamento stamattina.
Sono uscito dalla metro.
Il mio albergo era alla fine di un lunghissimo viale Italia.
A Sesto non ho visto niente di aperto.
Nemmeno un’edicola.
Nemmeno un bar.
Nemmeno un tabaccaio.
Nemmeno un fioraio.
Nemmeno un venditore di fiori.
Solo palazzi e ex-acciaierie.
Ho percorso a piedi I due chilometri e mezzo del percorso.
Alla fine di viale Italia pure le scritte sui muri sono brutte.
Passano dal graffito fighissimo, a quello figo, a quello così così al generico “Clara ti amo”.
Per strada non ho incontrato nessuno.
Sesto è brutta e vuota di sera.
L’ho rivista stamattina.
Sesto è brutta ma piena di traffico la mattina.
Però oggi la giornata era molto bella.
Quà e là ho chiesto informazioni.
Non so se è un caso o una cadenza, ma tutti, compreso l’extracomunitario avevano la R moscia.
La fuffa l’ho venduta tutta.
La prossima volta voglio vedere Milano.
un ciddì: grachan moncur III – some other stuff (Blue note, 1964)
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