consegnato

Fa strano vedere quattro anni di vita lavorativa racchiusi in poco più di 100 pagine.

È  pur vero che sono stringato e asciutto nello scrivere, però…

Tra 20 giorni esporrò quanto fatto.

Quello che un po’ mi scoccia è che non potrò dire proprio tutto quello che ho fatto, dovrò omettere un sacco di cose, tipo le bevute serali, gli scazzi, gli umori, personaggi.

Forse in allegato avrei dovuto fare un bel pdf di questo blog, allora si che il lavoro sarebbe stato completo.

Sto chiudendo una fase importante.

Non ci dormo la notte.

Ma non perché non sia sicuro del lavoro, è solo una piccola domanda che mi assilla, piccola piccola ma essenziale:

“e ora?”

un ciddì: jane’s addiction – nothing’s shocking (warner, 1988)

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Afterhours – Padania (Germi, 2012)

Appena in tempo.

Grazie.

Massimo, ti stimo, però te lo dico col cuore:  suca forte.

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riappaio

Tornato dai monti.

O quasi ( la testa ancora è là).

Ho camminato tanto.

Mi sono stancato tanto.

Mi sono indolenzito come non capitava da un sacco di tempo.

Ma l’email non perdona.

Al mio ritorno ho trovato una bella scadenza, di quelle importanti.

Quindi sopporterete un’altro po’ di silenzio.

Si fa per dire…

un ciddì:  drink to me – s (Unship records, 2012)

link: official

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sparisco

Vado sui monti, con Annette, dove il cielo è sempre blu.
O quasi.
Ci starò 4 giorni.
Camminate di 7-8 ore, poca acqua disponibile, tutto l’occorrente nello zaino, come quando facevo il cagaboschi.
Se sopravviverò vi racconterò, altrimenti arrivederci a presto.

un ciddì: xiu xiu / larsen – ¿spicchiology? (Important records, 2007)

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violenze domestiche

Si sa che la convivenza è fatta anche di crudeltà piccole o grandi.

Ho cercato di far capire a E. il mio punto di vista.

Ma per le donne abbattere la polvere è uno scopo istintivo, distruttivo, catartico.

Le donne contro la polvere hanno lo stesso sguardo assassino iniettato di sangue di Kathy Bates in Misery non deve morire.

Nemmeno Freud ne ha cavato piedi; quando gli chiesero un parere del perché le donne odino in modo così grande un materiale così minuscolo, egli apparve turbato e pensieroso per giorni, chiudendosi in un mutismo inspiegabile, con un velo di lacrime agli occhi.

Ho cercato di spiegare a E. che quando ero studente con i bioccoli di polvere che stavano sotto il letto ci facevo degli splendidi maglioncini e solo coi bioccoli migliori ci imbottivo i cuscini.

Che dividevo la camera con dei simpaticissimi acari da 10 chili l’uno che tutte le mattine facevano l’uovo.

Potevo così fare delle buonissime omelette di uovo fresco ogni mattina.

Ho cercato di farle capire che gli acari sono affettuosissimi, che hanno quelle zampette che fanno il solletico sulla barba.

Che fanno le fusa come i gattini e che le loro feci possono essere usate come prodotto di bellezza.

Ma lei non ha capito.

Forse perché non ha la barba.

O forse è solo gelosia.

Fattostà che ogni volta che può passa l’aspirapolvere, anche senza motivo apparente.

L’aspirapolvere è mio nemico:

è rumoroso: l’aspirapolvere è progettato appositamente per produrre un rumore molto fastidioso e alto, molto oltre i decibel necessari, capace di sentirsi per miglia: è una strategia d’impresa, quando una donna sente il rumore di un aspirapolvere in lontananza non potrà fare a meno di accendere il primo aspirapolvere che le capita a tiro. E verrà acceso puntualmente quando ci sono i migliori riff nelle casse.

puzza: Non so perché ma qualsiasi aspirapolvere lascia nell’aria un’odore di tomba di Keope, persistente; io quando sento quell’odore non posso fare a meno di pensare ai poveri cuccioli di acaro tritato.

è scomodo: Come fa ad essere comodo un coso articolato e snodato con la prolunga di 7 metri? L’aspirapolvere una volta azionato non lascerà spazio a nient’altro, l’aveva dimostrato Fermat in un teorema meno famoso, poi andato perduto (era stato scritto su un foglietto volante, probabilmente aspirato via dalla cameriera)

Ma E. adora l’aspirapolvere.

Ho il sospetto che ci sia qualcosa tra loro, non la smette mai di decantarne le lodi:

“Ma quent’è bello l’aspirapolvere, ma che tubo lungo che ha, ma che simpatico l’aspirapolvere, senti questa barzelletta che mi ha raccontato l’aspirapolvere…etc.”

Non per niente si dice che sia stato inventato da una donna.

Ho provato più volte a sabotarlo, gli ho fatto aspirare chiodi, filo spinato, mine antiuomo.

Ma l’aspirapolvere pare indistruttibile.

Sta lì nell’armadio a muro, col suo tubo scintillante che mi osserva dalla porta semichiusa ogni volta che passo.

Vorrei abbandonarlo in autostrada o portarlo in un aspirapolverile, a E. direi che ormai era vecchio e si faceva la polvere addosso, ma non credo che capirebbe.

Penso di puntare sulle associazioni animaliste che proteggono gli acari.

un ciddì: mc5 – high time (Atlantic,1971)

link: wikipedia

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Bon Ton – Promo (2012)

La migliore notizia di questa settimana.

É uscito il promo dei Bon Ton.

Ho ottenuto tre cose, la prima è quella di aver ascoltato finalmente qualcosa di familiarmente articolato, che aiuta nei momenti di crisi, la seconda di aver disatteso il punto 14 dei miei propositi per il nuovo anno, la terza è che non posso scrivere “un ciddì”.

Cresce, scende, ricresce con un lo-fi d’altri tempi (l’acquisto, giusto per non smentirmi è solo su mc).

Il promo è una corsa in una domenica mattina primaverile fredda, col cielo nuvoloso e con i cani rabbiosi che ti inseguono attraverso una città deserta mentre gli uccellini giustamente cinguettano.

Acerbo quanto basta.

L’oggettività di questo post è a donnine, a suo tempo sono stato coinvolto eccessivamente dalle musiche dei Forget About Mario, per poter far finta di nulla.

Faccio i miei auguri a Fabrizio e soci e ora mi siedo e aspetto.

un ciddì una musicassetta: bon ton – promo (2012)

link + free download: bandcamp

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Post a scelta multipla

Premessa: per preservare gli utenti da possibili fallaci interpretazioni del mio pensiero e per scongiurare in ogni modo qualsivoglia offesa o peggio spunto di riflessione, da oggi credo che scriverò dei post sotto questa nuova forma.

1-Marco masini è:

a)Un bell’uomo;

b)Un ottimo cantautore;

c)Un impostore;

d)Un figlio di Dio.

2-La canzone e chi se ne frega di Marco Masini è:

a)Una bellissima cover dei Metallica che migliora la canzone originale;

b)Una dimostrazione di come i Metallica abbiano attinto ampiamente alla produzione Masiniana;

c)Un insulto alle trombe di Eustachio;

d)Un prodotto di un figlio di Dio.

3)La carriera di Marco Masini è:

a)L’esempio che la meritocrazia in Italia ha da tempo premiato solo i migliori;

b)L’esempio di come l’Italia si distingue sempre per il buongusto premiando solo il meglio;

c)Un mistero insolubile anche per Giacobbo;

d)L’ascesa di un figlio di Dio.

4-In generale si può considerare la produzione artistica di Marco Masini:

a)Un qualcosa che ha arricchito il bagaglio culturale musicale di ognuno di noi;

b)La dimostrazione che la produzione cantautoriale italiana è ancora viva e pulsante;

c)Patrimonio dell’Unesco

d)La dimostrazione che Dio esiste e la sua ira può essere terribile.

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Rispondete pure con calma, poi inviate le risposte in busta chiusa a:

Natale Babbo

Circolo Polare Artico

FIN-96930 NAPAPIIRI

Finlandia

o se preferite su feisbuc.

un ciddì: the mars volta – nocturniquet (Warner, 2012)

link: official

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