At the drive-in

Riascolto gli At the drive-in.
Anzi, li
ascolto a volume da far sanguinare occhi e orecchie.
Ogni
tanto serve.
Mi sfugge
però il senso del verso:

“Send
transmission from
The one armed scissor”

 Ma non è
importante.

Il 2005
si è aperto con “La casa del sonno” di Jonathan Coe, con i “90 day men”, con i
film di Lubich. Tutte belle scoperte comunque.

 

Facendo
un bilancio veloce del 2004 come se fosse proiettato su un bel lenzuolo bianco, ma non candido, direi più color seppia:

-Ho
imparato a stare a casa il venerdì 17;
-Ho
imparato a tenere un gatto in casa;
-Ho
imparato il significato del luogo comune “ al peggio non c’è mai fine”;
-caz,
però ancora mi ostino a non voler imparare che “fu” si scrive senza accento….

E da
questo post in poi non voglio più sentire parlare di 2004…che per altro manco
il vino è un granché (l’ho messo giusto l’accento questa volta?).

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4 Responses to At the drive-in

  1. sosetta says:

    ah, ah…anno nuovo, blog nuovo…e direi non male!!!mà….ché ti fréga deglì àccéntï?nõn contanô…
    ciaoooo

  2. francifra says:

    sì l’accento è giusto. Basta 2004.

  3. anonimo says:

    bravo! se ti impegni un po’ di più riuscirai anche ad azzeccare le doppie e come si scrive ciliege/ciliegie (io ancora non sono riuscita a impararlo).
    Un bacio ‘biett.heela

  4. sosetta says:

    si scrive sia ciliegie che ciliege, poledda.

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