Linea 77

“Scoppia come bolle di big babol la tua faccia come
quando ridi troppo

Pensi poco e resti senza ossigeno.”


Emo, il cantante dei linea
77 presta spesso le sue gambe, per partite di calcio di Beneficenza.

Alla parola “calcio” la
prima immagine che mi viene in mente è una pedata che ricevetti in pieno scroto
a 9 anni dal mio (attuale) migliore amico.

La seconda cosa è la “punteraccia
mala”, ovvero il tiro al pallone più denigrato da tutti i ragazzini….che io
invece puntualmente utilizzavo.

La punteraccia mala aveva un
certo fascino su di me, consisteva nel tirare il pallone fortissimo con la sola
punta della scarpa; in questo modo la direzione della palla non rispondeva più
alle leggi fisiche.

Il mitico supertele riusciva
addirittura a compiere traiettorie che non si vedevano nemmeno in Holly e Benji.

In tutto avrò passato si e
no quaranta minuti della mia vita  a
giocare a calcio e massimo ventitre minuti a guardarle…non c’è cosa che mi
annoi di più…a già, forse mi annoierebbe di più un intero ciddì degli U2 ma per
fortuna non ho mai avuto questo piacere.

La seconda cosa che più mi
annoia e rattrista è scrivere di vecchi ricordi…immaginate quanto sto soffrendo
a scrivere questo post, del resto avrete sofferto a leggerlo…

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3 Responses to Linea 77

  1. papoff says:

    io a calcetto tiro, tiravo forse, i rigori di punta di sinistro (che aimè non è il mio piede) in questo modo uscivano tiri fortissimi che nè io, nè il portiere potevamo prevedere…anche durante il gioco uso entrambi i piedi…tanto…

  2. francifra says:

    io i linea77 li ho visti in concerto… è stato bello.

  3. pollyjean says:

    Anche io li ho visti in concerto e onestamente (anche se maurodog ha cercato di convincermi del contrario) mi fanno un po’ “riettare” come direbbe un mio amico di Pescara.
    Per il resto anche io riesco egregiamente nell’arte della ‘puntera’ forse è per questo che la mia infanzia è stata un po’ disagiata…
    ciao ‘biett, un giorno di questi ti chiamo, magari quando mi sto scolando da sola una bottiglia di nero d’avola o più modestamente una cassetta di birra wurer…E’ un mondo dificile, felicità a momenti e futuro incerto.

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