Fulborn Teversham – Count Herbert II

Una scossa è la prima sensazione che si prova a sentire quest’album.
La scossa è dovuta ad una evidente ricerca e ricchezza compositiva (non confondere please, ricchezza con barocco, non stiamo parlando dei Muse) che traspare in ogni traccia.
Count Herbert II è forte, non si piega, è caratterizzato da fiati corposi e potenti, a volte tirati e gridati, studiati ma mai sterili, qualche violino che fa capolino ogni tanto.
L’ironia traspare con la tastierina nella videogiocabile "Castle Music", per il resto c’è ben poco da ridere, c’è del progressive nel sangue di questi ragazzi (che si sente che si divertono), del progressive che ha preso una sua personalissima strada, che passa anche un po’ per il punk, un progressive che non è ancora arrivato, ma che riesce a dare emozioni, e non penso sia poco.
I pezzi cantati (Alice Grant) sono decisamente i migliori e la voce secca e a tratti stridula ha un bel posto.
Non è il mio genere preferito ma ho ascoltato l’album tutto d’un fiato, e mi ha ricordato quanto mi piacesse il progressive-rock anni 70 qualche anno fa, sentirlo trasposto e rivisto non è stato male.

Fulborn Teversham su myspace

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