bioritmo

A Cuba parlavo con Gerardo, negli estenuanti viaggi in autobus tra una città e l’altra.
É, un po’ più grande di me, Gerardo, la discussione era incentrata sui bioritmi.

"Dopo i trent’anni", mi disse "è come se qualcosa di te cambiasse parecchio, percui bisogna starci attenti, tipo è un attimo mettere su la panza perché il metabolismo si rallenta parecchio, io ho preso l’abitudine di fare una corsetta con mia figlia ogni tanto"

Spinto anche dalle sue parole pure io iniziai a correre, ed in effetti stavo molto meglio.
Ora ho interrotto la corsa.
Ma mi sa che il mio metabolismo anziché rallentare accelera (sarà a causa dei cinque caffé che mi sparo?).
Così ho sonni molto brevi,cinque, sei ore, intensi, senza sogni o incubi. Mangio poco e male rifocillando le tasche del pizzaiolo o barista di turno.
"É solo questione di abitudine" mi dico "basta che mi prepari un’insalata da casa"…mai fatto.
Sono almeno 11 mesi che va avanti
Però mi mancano le mie belle dormite da undici ore sane.
E mi manca la preparazione di pranzi o cene un po’ più articolati di una pasta al pesto o di un minestrone.
Insomma in effetti mi sembra di essere un marziano rispetto a me stesso.
L’unica costante quest’anno come in tutta la mia vita è la musica, grazie.
Vabbé è un periodaccio, non fateci caso.

un ciddì: Radiohead – In rainbow (2007)
Senza quest’album, la mia vita sarebbe parecchio più pesante.

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