gattopardo

Parlavo con un medico in pensione.
In realtà parlava lui.
Mi raccontava a ruota libera di quanta gente ha sistemato, negli anni, negli ospedali.
Gente competente, s’intende, perché come gli raccomandava di fare il Ministro dell’epoca, suo caro amico:
"l’importante che sappia fare almeno l’essenziale".
Mi parlava degli svincoli autostradali che ha contribuito politicamente a creare.
Mi raccontava di come, ora, con un certo rammarico, non avesse più il potere di un tempo.
Quasi come a scusarsi.
Di come solo marginalmente avesse voluto influenzare la carriera dei figli.
Io lo ascoltavo rapito.
Ne parlava con una naturalezza agghiacciante.
Mi immaginavo cosa dovesse essere vivere quell’epoca.
Bustarelle, favori, sorrisi.
A fin di bene, s’intende.
E poi penso a cosa vuol dire vivere quest’epoca.
Bustarelle, favori, sorrisi.
A fin di bene, s’intende.
Guardo sempre più con invidia l’estero.
Un po’ come un topo osserva una forma di parmigiano.
Ma la mia non è esterofilia, né caseofilia, è più voglia di sopravvivenza.

un ciddì: om – god is good (2009)
link: official
link: myspace
link: wikipedia

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6 Responses to gattopardo

  1. anonimo says:

    porcodio!

  2. cheo says:

    cosa ti hanno fatto i maiali?

  3. anonimo says:

    diocane…
    va bene?

  4. cheo says:

    cosa ti hanno fatto i cani?

  5. anonimo says:

    diobestia?

  6. cheo says:

    ora si, ci siamo, bravo…

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