arrivi e partenze

E così c'ho pure una sorella dottora.
Si è laureata con lode Lunedì, con una tesi sulle opere d'arte che si possono rubare dagli alberghi.
É andata meglio di me perché babbo ha pagato di più la commissione.
Alla festa c'era pure la zia suora.
Si zia, vivo nel peccato lo so, ma c'è di peggio.
Si zia, certo che mi sposo in chiesa, non vedo l'ora.
Scusa zia ma ora devo andare che mi scappa di dire un rosario.
Poi si torna a Viterbo.
Come?
Semplicissimo, si arriva da Pisa a Civitavecchia in treno, poi si aspetta l'autobus.
Per due ore e mezzo.
La cotral (compagnia che con cura aiuta i cittadini a perdersi nel lazio) riporta orari suscettibili di cambiamenti in base al meteo e all'umore del geometra Pantoni di Uzzago, che non c'entra niente con la cotral, ma così è stato stabilito dai dirigenti.
Se però, nevica sul monte Rosa per almeno 47 minuti e 33 secondi, gli orari cambiano di 30 minuti in modo random.
Passa un autobus per altrove.
Chiedo all'autista a che ora fosse il successivo autobus per Viterbo.
Lui: "Aspetti un attimo"
Tira fuori dalla tasca due dadi, uno rosso e uno verde.
Li agita soffiandoci sopra.
Li lancia.
"Vede?", dice, "Il dado verde segna le ore, il rosso i minuti, è per questo che non ci sono autobus dopo le sei, non abbiamo dadi con più di sei facce, come quelli per dangiosendregon, quindi il prossimo autobus è alle 3 e mezza, per sapere se si riferisca al mattino o al pomeriggio si lancia la monetina, croce mattina, testa pomeriggio"
L'autista dell'autobus successivo fa la stessa cosa, ci dice" passa alle 4".
L'autista dell'autobus successivo fa la stessa cosa, ci dice" passa alle 4 e mezzo".
Così aspettiamo fino alle 5 del pomeriggio.
Gli autisti del cotral devono sostenere un tirocinio durissimo, prima di poter diventare tali.
Passano un anno in Perù dove devono guidare alla media di 80 Km orari nelle strette stradine sterrate di montagna.
Bendati.
La notte devono dormire in un sacco di juta bagnato e vengono percossi con grandi bastoni di olivo, belli nodosi, a intervalli regolari. Vengono nutriti solo con manioca fredda e scaduta.
Al termine dell'addestramento, solo quelli che sopravvivono, diventano autisti marescialli e possono guidare nella tratta Viterbo-Civitavecchia.
Riescono a parlare al telefonino, mangiare un panino e cambiarsi la giacca mentre superano tre tir in curva a 187 all'ora.
Più volte gli anni scorsi ho concimato i campi della tratta con cibo solo parzialmente digerito e brandelli di stomaco.
Così, partendo da Pisa la mattina alle 11.45 arrivo a Viterbo alle 18.
Al mio arrivo ho scoperto con disappunto che la cacca che mi scappava durante il viaggio era andata a male, irrimediabilmente scaduta.

un ciddì: 65daysofstatic – we were exploding anyway (hassle/monotreme ,2010)
link: official
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3 Responses to arrivi e partenze

  1. anonimo says:

    cazzone, te conveniva tarquinia…

  2. cheo says:

    sempre quello è l'autobus….

  3. Pingback: Esprit de mort | zamba!

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