ishimoro

Ero li che me ne stavo buono buono a pensare al rapporto da scrivere per la missione in Niger, a pensare che ora a Niamey gira un ragazzino con la maglietta della Dharma e a decidere se si dicesse disamina o disanima, quand’ecco che mi viene in mente la mia professoressa di fisica del secondo liceo.
Chissà perché?
Il secondo liceo sono stato bocciato.
Non so se me lo meritassi, però diciamo che avevo la media del 2.
…e mezzo.
Mi ricordo la mia professoressa di latino, quella santa donna…ah, se potesse vedermi oggi, laureato e con dei buoni lavori importanti.
Ma non può, è morta di una morte orribile, dopo una settimana di lucida sofferenza.
O almeno spero.
Ed è quello che ho sperato per tutto il tempo, fino ad oggi.
Il fatto è che era così buona, ma così buona che pregavo tutte le notti il Signore perché la prendesse con sé per insegnare latino agli angioletti.
Così sarei stato ben sicuro di non rincontrarla mai più.
La professoressa di fisica invece aveva un cognome buffo, ma per preservare la sua privacy scriverò il suo cognome con un codice che nemmeno una mente brillante come la sua saprà decrittare:
Mafacafattafaiofo.
Non so perché fosse stata relegata all’insegnamento al liceo.
Sicuramente le sue idee brillanti e rivoluzionarie avevano suscitato le invidie dei baroni della scienza.
Lei, una laureata in fisica così brillante.
Lei, che senza esitare, dava una pronta definizione di antimateria: “Ragazzi l’ho interpretata così, ante-materia, è qualcosa che viene prima della materia” (sic!).
Lei, per cui il tubo catodico era un pezzo del telecomando che serviva per cambiare canale (sic!).
Lei, che aveva due baffi da samurai che facevano l’invidia di tutti i maschi (e pure di qualche femmina).
Per questo la chiamavamo Ishimoro, ci sembrava un buon nome per un samurai.
Spero che oggi si sia riscattata e faccia qualcosa di più adatto alle sue conoscenze e attitudini.
Come unire i puntini dei libri in braille per vedere cosa ne esce, per esempio.
Poi c’era la prof di matematica. Lei era cattivissima. Veniva da un paese dove la mattina il caffé lo girano con la pistola. Dove prima di salutarsi indossano il passamontagna. Dove gli emo non fanno in tempo a tagliarsi da soli.
Era così cattiva che il primo voto che mi dava era due periodico, così riempiva direttamente tutto il quadrimestre.
Però grazie a lei ho capito che non sarei mai stato così cattivo da iscrivermi a matematica.
Poi c’erano professori per i quali ero un passante. Per fortuna.
Tipo il professore di educazione fisica, che dava una mano.
Ma solo alle ragazze che se lo meritavano, eh!?Niente favoritismi!
Con lui avevo 6-.
Meno male.
Mi ricordo che ci faceva fare venti minuti di riscaldamento e poi ci lasciava liberi di fare lo sport che preferivamo.
Mi dispiaceva un sacco che in Sardegna nevicasse così poco e che la palestra non avesse un campo di carling.
Non so perché mi bocciarono.
Il fatto è che ero distratto. Passavo le ore di lezione a pensare a quanto ero distratto e a leggere.
Quell’anno ho finito tutti i libri di Poe, di Bierce, di Stephen King, ho letto tutti i calendari di Eva Herzigova.
Si, Eva Erzigova, a quell’epoca le fotomodelle potevano avere anche la terza coppa C, mica come oggi che se non si contano tutte le costole non le prendono.
Come faccio a sapere che ha la coppa C? Chiedetelo a lei…
Da quell’anno non sono mai più stato nemmeno rimandato.
L’anno dopo in latino avevo 8, in fisica 8, in ginnastica, per fortuna, sempre 6-.
Ma il passato è passato.
Voglio metterci una croce sopra
Anche sulla professoressa di latino.

un ciddì: sula ventrebianco – cosa? (Subcava Sonora, 2010)
link: myspace

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One Response to ishimoro

  1. anonimo says:

    Ishimoro, Eureka!

    Ξ

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