malattia

Buongiorno,

oggi tratteremo il tema della malattia.

Vista la delicatezza, cercherò di affrontare il tema con la maggiore maturità possibile.

Cosa fare?

Prima cosa da fare, è ascoltare gli amici, le mamme e i parenti, i vicini di sedile sull’autobus, soprattutto se hanno visto tutto E.R. medici in prima linea e Dottor House (verificate sul Curriculum prima di fidarvi). Prendete nota di tutto quello che vi viene detto e provate tutti i farmaci che vi consigliano e prestano. State sicuri che l’argomento è stato trattato in qualche episodio, se il parente e/o amico è ferrato abbastanza, vi indicherà pure la puntata o per lo meno la stagione. Una volta a Cuba stavo per seguire il consiglio di un tassista che addirittura pensava di iscriversi a medicina, poi però non l’ho fatto.

La seconda cosa, doverosa, è un adeguato approfondimento su internet. Come ben saprete su Internet si trova il fior fiore della sciemenza, basta saper cercare. Come cercare su internet? Semplicissimo, soprattutto per le patologie gravi consiglio di affidarsi alle risposte di Yahoo answers, dove troverete il gotha della medicina, moderna e alternativa. In alternativa, all’alternativa, ci sono dei forum sulla medicina olistica o cristalloterapia o psicopranoparalleloterapia, i forum di voyager, dove i lettori più premurosi vi consiglieranno per la stessa malattia che avete voi, l’analoga malattia, ma di un nobile del 1649, curata con metodi templari.

La terza cosa è recarsi dall’erborista. Di solito l’erborista vende sottobanco le pillole di fegato di tigre siberiana incinta, che sono la mano santa per tutto. Parlategli col cuore aperto e l’erborista avrà la pastiglia valda che fa per voi.

Se proprio non siete soddisfatti, potete andare dalla guardia medica. Preferibilmente di notte. La guardia medica, con la sola imposizione delle pupille, senza neanche toccarvi con un bastone, riuscirà a trovare quello che fa per voi (di solito tachipirina in supposte).

Se siete religiosi, potete anche recarvi in chiesa (o surrogati), dove, se non siete malati, potete sicuramente rimediare per lo meno un raffreddore. La preghiera dicono che faccia bene, se la reciti a voce alta migliori le tue capacità di controllo delle corde vocali. Se la reciti tra te e te invece non serve, però chissà quante ne puoi dire…

Un’altra alternativa è la minimizzazione. Consiste ne far finta di non avere nulla. É  la stessa tecnica che si applica ai bambini che desiderano essere al centro dell’attenzione, se li ignori se ne vanno. L’efficacia di questa terapia è dubbia. L’applicava per un certo periodo un mio cugino di terzo grado che aveva una ciste grande quanto un’arpa nel colon. Alla fine non si è rassegnato, sostiene che non gli dia fastidio, tranne quando devono accordarla…

L’autodiagnosi randomizzata infine è un po’ complessa, ma spesso ha dato risultati inaspettati. Consiste nel lanciare tre dadi e aprire la pagina corrispondente dell’enciclopedia medica. Unico svantaggio noto di questo sistema è che le pagine da 1 a 99 e tutte quelle con lo zero non verranno prese in considerazione. Così come non si apriranno mai le pagine contenenti i numeri da 7 a 9. A parte queste mere sviste numeriche, non si conoscono al momento ulteriori controindicazioni.

La mia terapia preferita è quest’ultima, abbinata alla lettura delle viscere dei ratti, che serve anche nel caso non abbiate proprio nulla, ma volete farvi venire qualcosa.

Mi raccomando mai e sottolineo MAI affidarsi ai medici, che quelli lì ci mettono nove anni a laurearsi! L’approfondimento tramite CEPU non lo permettono!

Mia zia, che ha visto tutte le serie ospedaliere, squarta gli agnelli ed è pure brava con l’uncinetto, avrebbe grandi capacità chirurgiche.  Se mi fossi tagliato al paese avrei affidato a lei il mio dito, una bella sutura personalizzata, altro che tatuaggio!

Ora, finalmente, potete dormire tranquilli.

un ciddì: little dragon  – s/t (Peacefrog, 2007)

link: wikipedia

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