invasione

A manifestare il fenomeno all’inizio, furono i treni. Improvvisamente senza nessun preavviso particolare i treni arrivarono tutti in orario. Non c’erano state riunioni sindacali, riunioni dei vertici aziendali. Niente di tutto questo. Semplicemente arrivavano tutti in orario. Con uno zelo mai visto i ferrovieri si recavano tutti al lavoro puntuali e svolgevano il loro lavoro con perizia e precisione. Facevano pure straordinari non pagati.

Nessuno zingaro ne malvivente rubava più il rame.

L’altro fatto eclatante furono i giovani. Improvvisamente smisero di disegnare sui treni, dentro e fuori. Si formarono dei comitati spontanei e i ragazzi iniziarono a ripulire i vagoni. Poi continuarono con le stazioni, le imbiancarono, le colorarono in modo allegro ma senza tag. Gratuitamente, anziché spendere i soldi in bombolette li spendevano in ducotone e pennelli.

I passeggeri stavano molto attenti all’immondizia. La gettavano dentro la stazione solo se i bidoni erano vuoti. Nessuno seppe perché il tutto iniziò dalle stazioni, ma sembrava molto contagioso. Interrogati su questo, i ferrovieri, apparvero confusi, frastornati e tornarono a casa.

Poi fu la volta delle forze dell’ordine, sempre iniziando dalla polizia ferroviaria. Improvvisamente e spontaneamente tutti i poliziotti i carabinieri e i militari in genere che pensavano di aver avuto comportamenti gratuitamente violenti, illegali o affinità politiche col fascismo più nero, si dimisero. Tutti.

Tutto avanzò con effetto domino. In tutti i settori si ebbe lo stesso comportamento, coloro che avevano avuto comportamenti disonesti sul lavoro si dimisero, gli assassini si consegnarono alla polizia, la politica iniziò a lavorare con un efficacia mai vista. Il PIL si risollevò in un attimo.

I militanti della lega organizzarono un’enorme raccolta fondi per gli immigrati, per scusarsi della deriva nazifascista. Bossi in persona lasciò il ruolo di leader e iniziò a fare a maglia. Faceva degli splendidi golfini che regalava ai bambini rom.

Le puttane e i lacché sparirono dalla televisione.

Nessuno giocava più con le slot machine né a poker.

Le code negli uffici pubblici sparirono.

Il segreto di stato venne dichiarato inammissibile.

Ma capimmo veramente che nulla sarebbe mai stato come prima quando improvvisamente realizzammo che la gente parlava con un tono normale, senza urlare, neppure al telefono.

Non si sa come fecero, che tecnica adottarono, se fosse dannosa, fattostà che i tedeschi ci invasero e tutti vivemmo felici e contenti.

un ciddì: fine before you came – ormai (2012)

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One Response to invasione

  1. dog says:

    da tanto tempo non passavo da queste parti…un saluto e un in bocca al lupo per tutto.Maurodog.

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