M.

La nutella spalmata sottile sul pane carasau.

Il rumore del martello sul guscio delle mandorle per farne dolci.

Le polpette al sugo.

I topi agonizzanti attaccati alla colla in cantina.

L’odore del caminetto.

I gatti con il pelo arricciato e biondo dallo stare troppo vicini al camino.

Sas istrinas: i soldini per la festa.

Il lutto portato con rigore e dignità per 33 anni.

I suoi capelli che non ho mai visto spettinati o sciolti.

Il racconto epico dell’unica volta che ha lasciato la Sardegna, negli anni ’60, per andare a trovare la sorella a Torino.

La poltrona di finta pelle.

I lunghi incomprensibili monologhi nel sonno dove contrariamente a quando era sveglia sembrava malvagia, con mia grande paura, quando ero seienne.

Le risate-grugnito contagiose.

Le superstizioni.

Un miliardo di cose che mi ha insegnato senza dire nulla.

9 nipoti.

4 figli.

1 famiglia unita che ha costruito, di cui è sempre andata fiera e che ha sempre protetto.

Grazie.

Advertisements
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

2 Responses to M.

  1. Pingback: passaggio | in 3D!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s