postepay

Gentilissimi signori che avete clonato il mio postepay, giocandovi i duecentodieci euro su http://www.match-point.it in quattro minuti scarsi.

So che da questo mio blog vi aspettereste commenti pregni di distaccato cinismo per esorcizzare l’accaduto.

Non è così.

Non questa volta.

Io spero con tutto il cuore, ma soprattutto so, conscio del fatto che statisticamente parlando il karma abbia un senso, che presto con quei soldi comprerete per voi e per la vostra famiglia, tutte le confezioni di farmaci antitumorali di cui avrete bisogno per salvarvi la vita.

Tutte.

Tranne l’ultima.

Cordiali saluti,

ch3o.

Update: All’ufficio postale, con la denuncia dei carabinieri in mano, mi hanno trattato con la stessa cortesia con cui io tratto la merda dei cani che si attacca alle scarpe. Hanno financo fatto allusioni sul fatto che “probabilmente” io abbia dato il codice pin a estraei e che è “molto strano” visto che la poste pay ha degli ottimi standard di sicurezza e di stare attento a quello che dichiaravo perché la denuncia è penale… allusioni non molto velate, traducibili solo osservando il linguaggio non verbale. La prima sportellista mi ha addirittura detto (giuro sull’antico testamento che l’ha detto! Anche se avrei voluto non sentire mai una cosa del genere): “Eh, ma non può mica bloccarlo adesso, altrimenti come fanno, se le danno ragione,  a ridarle i soldi…”

Certo, cara signora, perché secondo lei io mi faccio rimettere i soldi in un postepay clonato.

I signori dell’ufficio postale dovrebbero di tanto in tanto, prendere lezioni di cortesia, di rispetto della persona che hanno di fronte e pure di sicurezza, visto che il ghignetto di merda scomparirebbe dalle loro facce dopo una semplice ricerca su google e infine di italiano visto che non si dice desconescimento ma disconoscimento.

I servizi si pagano, l’incompetenza è gratuita.

Per inciso, il carabiniere che ha accolto la mia denuncia, persona molto cortese, mi ha confidato di essere stato lui stesso vittima di una storia simile anni fa.

un ciddì: david bowie – the man who sold the world (Mercury Records, 1970)

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  1. Pingback: riparo | ch3o

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