martedì

Fatto scopa coi misteriosi codici della cartella esattoriale.

Dopo aver risolto due equazioni differenziali per ottenere il numero di telefono di un ufficio che mi desse qualche notizia, invano, dopo aver stabilito con un integrale che il numero della cartella esattoriale non si riferiva ad una multa presa nel 2008, insomma dopo un sacco di seghe mentali dovute al fatto che il diritto alla conoscenza delle cose più semplici, in Italia, è precluso, si risolse l’arcano.

In effetti non trattavasi di una multa presa in auto nel 2008.

Non trattavasi di un dispetto informatico perpetrato da un commodore 64 dei sotterranei di equitalia.

Non trattavasi di un folletto (aspirapolvere).

Trattavasi di una multa presa in metropolitana, dove benché fossi un giovane rampante, bello, vegetariano, scrutatore dell’infinito, viaggiavo inesorabilmente senza biglietto.

Accadde nel 2003.

Tempismo perfetto.

Lunedì dovrei partire per l’Angola.

Quasi quasi ci resto.

Ho ricomprato lo scopettone del cesso.

Identico.

Perché a certe cose ci si affeziona.

un ciddì: attilio novellino – through glass (Valeot, 2012)

link: official

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