pericoli

Ridacchiavo tra me e me, pensando all’assoluto fallimento dal punto di vista biologico della democrazia. Un principio falso spacciato come fondamenta della società e come tale per giunta rivenduto. Un colpaccio degno del miglior venditore di sigarette elettroniche. All’apice delle mie elucubrazioni personali mi venivano quasi le lacrime dal ridere.

Poi entro nel locale per mangiare e passa tutto.

Come in molti altri locali, anche in questo danno ospitalità a mostre temporanee di pittura e fotografia. Quella ospitata al momento è pittura, almeno nelle intenzioni. Sono atterrito. Non riesco più a pensare a nulla, la mia mente entra improvvisamente in una stasi, in una stanza nera che assorbe tutti i rumori. Il tutto causato dalla bruttezza assordante dei quadri appesi alle pareti. Enormi. Non lasciano spazio a nient’altro se non al poter pensare a quanto siano brutti.

Nessun altro spunto di riflessione, nessun altro sentimento si manifesta, solo il brutto più generosamente brutto, ma talmente male-brutto da non essere nemmeno definibile Brutto assoluto.

Non avevo mai visto dei quadri così inutilmente egocentrici.

Spero di non vederne mai più.

Non discuto della libertà di espressione ma della mia libertà di visione.

Devo starci più attento, caro diario.

un ciddì: janitor joe – big metal birds (Amphetamine Reptile, 1993)

link: wikipedia

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