tubìornottubì

Quando nasci capisci presto che se strilli abbastanza forte ti arriverà una tetta in faccia.

Impari a prenderci gusto.

E impari a scegliere di compiere azioni semplici che possono portare a grandi benefici.

Questa fase dura molto poco. Presto le scelte si fanno più importanti e i benefici anche se non sono così appaganti tanto quanto una tetta in faccia hanno comunque un’ottima ragione qualitativa: il gelato al bar, il fumetto in edicola, lo scherzo da fare alla sorella.

Poi ti svegli a trentasei anni e ti chiedono se vuoi cambiare la tua vita.

Da una parte c’è un lavoro da sottoprecario che viene baldanzosamente proposto come consulenza, nel quale ti diverti, ti pagano bene se lavori, ma non sai quanto e se lavorerai nei prossimi trenta giorni. In più ti costringe a vivere in un posto dove non vuoi stare.

Dall’altro ti chiedono di andare in Congo, per starci un bel po’ a giocare con le foreste. Praticamente mancherebbe solo Orietta Berti che canta “Finché  la barca và” e sarebbe la base di ogni tuo sogno bagnato.

Dopo dieci secondi di apprensione ti tranquillizzi.

É semplice: questa non è una scelta.

Posso prendere un bel respiro e rimettermi a strillare forte.

un ciddì: oneida – a list of the burning mountains (Jagjaguwar – 2012)

link: wikipedia

link: official

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