MC.

La peugeot 504 sullo sfondo della foto con me in braccio.

Il mio primo walkman che mi portò dagli stati uniti nell’84. Sanyo. Pesava. Ingombrava. E mi regalò anche una cassetta. Di Julio Iglesias. Ma è stato il mio primo incontro con la stereofonia dalla quale non mi sono più separato.

Un piccolo incidente di caccia alla pernice, dalla quale era tornato con tanti puntini rossi in faccia, come di varicella. Alcuni pallini non sono mai venuti via.

I racconti infiniti, di caccia, di lui bambino, dei suoi viaggi, di quando era maestro, pieni di parentesi, che ascoltavo a bocca aperta, tanto mi facevano sognare.

Una passione viscerale per la politica.

Una ideologia forte.

Un caratteraccio che ha sempre cercato di nascondere a noi nipoti.

Una vigna, forse troppo grande anche per lui, alla quale ha dedicato anima e corpo degli ultimi anni.

Un tempismo pefetto nell’andarsene, due giorni prima che partissi, senza darmi il tempo di salutarlo.

Un affetto enorme.

un ciddì: john grant – pale green ghost (Bella Union, 2013)

link: wikipedia

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2 Responses to MC.

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