rumori

Soffrire di solitudine è impossibile.

Lo vorrei tanto ma è impossibile.

La mattina la giornata inizia molto presto.

Dalle 4.30/5.00 il traffico sotto casa inizia. Taxi bus (che meriteranno un ruolo da protagonisti prossimamente), taxi, mototaxi che per farsi sentire suonano il clacson.

Motori che bruciano petroli, oli, chissacché.

Macchine nel cortile che gli autisti amano far sgasare per bene, per almeno cinque minuti  prima di partire, per “riscaldare il motore”, dicono, come se fossimo in Siberia a dicembre.

Lustrascarpe che battono le spazzole contro il poggiapiedi per farsi sentire.

Venditori di cibo che battono il coltello sul recipiente in metallo laccato per farsi sentire.

Ogni vendirore che si rispetti deve riuscire anche a emettere una sorta di pernacchia con la bocca. Molto rumorosa, udibile a distanza e inconfondibile.

Lavori in corso, ovunque, nei palazzi, nelle strade.

Martelli su metallo, martelli sui muri, martelli pneumatici, seghe, raspe.

Cigolii di porte, gocciolii di acque nere e bianche.

Tacchi di scarpe rinforzate in metallo sui pavimenti.

Cellulari con suonerie altissime, anche durante le riunioni.

Ronzii di neon.

Rumori di incidenti stradali, non sempre gravi, ma frequenti.

Raramente qualche gallo.

Un permanente concerto degli Einstürzende Neubauten.

un ciddì: blackbird blackbird  – boracay planet (2012)

link: bandcamp

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