Zombi

Anni fa parlavo di zombi con una ragazza di Roma.

Di zombi e di film legati agli zombi.

Molti romani di mia conoscenza sono in fissa con gli zombi, ne eviscerano significati e significanti, fanno l’esegesi dell’opera di Romero etc.

Il tutto è stato perfettamente esorcizzato da Zerocalcare nel suo “Dodici”.

“Si, ma poi ci sono anche altri significati molto superiori…” e si blocca.

Allora, o me li dici e me li enumeri e me li spieghi questi cazzo di significati superiori, visto che consideri la mia mente limitata, altrimenti sei solo chiacchere.

Poi cambia discorso (Sottotesto: ma con te non ne parlo che si vede che non capisci).

Mi fa un po’ di tenerezza, poi compassione, poi pena.

Nessuno degli esegeti di Romero ha mai pensato ad un dettaglio fondamentale.

Romero è un essere umano. Fa la cacca come tutti. Certo magari ha delle emorroidi antropomorfe cannibali, ma in sostanza il film Zombi non esisterebbe se Romero non avesse un gran senso dell’humor. E non credo che Romero sia Kubrick. Romero si è principalmente divertito tanto. E menomale.

Chi fa l’esegesi puntuale dei film dell’orrore per me è allo stesso livello di chi crede alle scie chimiche, ai rettiliani e all’origine terrestre di Sandra Milo.

Il primo film dell’orrore completo che vidi fu a sei anni: “Poltergeist”. Da allora non ho mai smesso. Quando mia madre si distraeva mettevo su Italia uno per vedermi il venerdi spezzoni di sangue.

Questo post non è dunque per gli esegeti , ma per chi apprezza l’arte di riprodurre l’orrore in quanto tale: puro.

Alle persone che provano empatia nei miei confronti in questo momento triste di un gennaio del ventunesimo secolo e a Sergio che so che è tra questi propongo i due film più belli, originali e interessanti che abbia visto negli ultimi tempi (credo che prima o poi aggiornerò anche l’elenco di tutti i film da evitare):

Su tutti: V/H/S.

Poi Open Grave.

P.S. World War Z, poteva essere il miglior film di zombi del ventunesimo secolo, ma ci sono troppe poche frattaglie per poterlo elevare al titolo…peccato.

Lasciate stare le recensioni che trovate online. Vedeteveli e godete.

un ciddì: matthew dear – black city (Ghostly International – 2010)

link: wikipedia

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One Response to Zombi

  1. Pingback: quando l’orrore è femmina | zamba!

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