in una botte di plastica cinese

Ricordo che prima di partire per il Niger, dovetti seguire un corso di sicurezza all’Unità Di Crisi della Farnesina.

Quando entri all’Unità di Crisi sembra di essere in una sala di comando come quella che c’è nel Dottor Stranamore.

Controllo impronte e retina all’ingresso, schermi digitali enormi e costosissimi alle pareti.

Tavolo ovale e poltrone comodissime.

Poi inizia la riunione ed in effetti ti sembra improvvisamente di essere in un film con Peter Sellers.

O almeno vorresti esserlo, e vorresti che tutto fosse in bianco e nero.

Due ore di riunione e la cosa più intelligente che ho sentito non è mai andata al di là della puntata media di “alle falde del Kilimanjaro”, presentata da Otelma.

Quattro ore di treno e due di riunione per dirmi che devo iscrivermi al sito “dove siamo nel mondo”?

Per mail non si poteva? O un SMS?

E così è con una certa assenza di sorpresa che ho saputo che qui a Kinshasa la sicurezza degli italiani è affidata all’aruspicina, alla sorte e nei casi fortunati all’autorganizzazione.

Non che Kinshasa sia pericolosissima, è solo che improvvisamente potresti ritrovarti duecento persone armate di machete per strada perché il loro leader parla con Dio.

Solo che Dio è troppo lontano, quindi magari un comandamento potrebbe  essere recepito come “ammazza il prossimo tuo”, con la distanza.

Gli espatriati stranieri ridacchiano abbastanza del fatto che l’efficacia dell’ambasciata Italiana a Kinshasa non vada al di là della pizza che preparano per le feste.

Quando me lo fanno notare, per smorzare il disagio, di solito rutto.

L’ambasciata ha un piano di sicurezza che ha molta polvere sulla copertina. Forse perché non è stato mai aperto. O forse perché non c’è scritto nulla. Ma a quanto pare è efficacissimo, ma sono voci di corridoio in quanto nessuno ne conosce il contenuto.

Forse si basa sull’effetto sorpresa.

O sul mistero.

O sul fischiettare facendo finta di niente.

Chissà.

Dopo il tentativo di colpo di stato del 30 Dicembre scorso, nessuna comunicazione ufficiale né della Farnesina, né dell’ambasciata è mai arrivata.

Così mi chiedo, ma perché cazzo mi ci avete fatto iscrivere al sito?

A parte per farvi rubare i nostri dati sensibili intendo

Così ci ritroviamo con una manciata di expa a bere birra e a cogitare su ulteriori alternative.

Trascurando l’ipotesi di farsi scurire la pelle, per ora la migliore appare quella di chiedere la cittadinanza cinese.

un ciddì: brighter arrows – division and what it is to abide (2012)

link: bandcamp

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