circolazioni

Uno dei problemi principali di Kinshasa è senz’altro il traffico.

Per poter guidare a Kinshasa è necessario dimenticare tutto quello che hai imparato sul codice della strada.

Per guidare a Kinshasa non devi passare un esame, non necessariamente.

Io ci ho provato, ma dopo aver pagato 100 dollari di documenti su indicazione di alcuni simpatici sportellisti della motorizzazione, gli stessi personaggi mi hanno poi detto che non potevo avere una patente perché non ero congolese ne avevo un visto speciale.

Ho così imparato che bastano 20 dollari, una foto tessera e la persona giusta.

Il traffico di Kinshasa non è regolamentabile da un solo codice, le regole della circolazione stradale sono affidate a complicatissimi meccanismi che sono ascrivibili secondo il caso al Teorema di Bernoulli ai princìpi dell’evoluzione di Charles Darwin, all’applicatissima legge di Murphy, alla Thorà ai testi delle canzoni di Battiato e dei libri di Toni Negri (il telos della moltitudine….qualcuno si ricorda di massimo coppola?)

Se non hai tempo di studiare devi affidarti almeno a questi semplici comandamenti:

  1. Sorpassare a destra non è proibito, anzi spesso è auspicato e incentivato;
  2. Alla rotonda del Forescom ha la precedenza chi ci si immette mentre in quella del Socimat ce l’ha chi è già nella rotonda;
  3. In un ipotetico incrocio tra quattro strade la precedenza va data prima al più grosso, poi al più furbo, poi al più veloce, poi forse al pedone ma che non sia disabile;
  4. Quelle simpatiche luci colorate che da noi vengono chiamate con l’altisonante nome di semaforo (dal greco «σῆμα (sema)», segnale e «φόρος (foros)», portatore), qua hanno un valore più che altro estetico come le luci di natale. Se ti capita di fermarti al rosso il vigile di solito ti guarda si indica gli occhi e ti fa segno di partire (traducibile con: “non ti curar di loro ma guarda e passa”);
  5. Non bisogna mai fermarsi a un posto di blocco della polizia, specialmente il sabato e soprattutto se lavori per una ong se non vuoi essere munto. Però quando gli passi davanti sgommando puoi sempre fare ciao con la mano;
  6. I sensi unici dipendono dal punto di vista;
  7. I dissuasori della velocità a Kinshasa sono innecessari (sarebbe invece opportuno dotare alcune buche di un ponte) comunque non consiglio di superare la velocità di 60 Km/h in quanto può succedere di tutto e ovunque;
  8. I pedoni, prima di attraversare il marciapiede devono guardare a destra e a sinistra;
  9. Non è obbligatorio fermarsi dopo aver causato un piccolo tamponamento e a volte nemmeno per uno grosso;
  10. Se sei bianco la colpa è tua comunque, anche se passavi a 10 metri dall’incidente;
  11. Se in una manovra azzardata hai torto marcio hai due possibilità: l’attacco (guardi con aria minacciosa l’avversario puntandogli un indice accusatorio) o l’indifferenza (fai finta che l’avversario sia polvere e non lo degni di uno sguardo).
  12. L’uso delle frecce della macchina è interpretabile in vari modi, ma di solito non indica che il mezzo sta per svoltare o accostare (sinceramente non mi è ancora chiaro il significato profondo, probabilmente devo riascoltarmi Fetus o consultare la cabala);
  13. Stai lontano dai cosi grandi gialli e blu;
  14. Sappi che esistono pedoni (fan di Carmageddon) che aspettano che tu passi per lanciarsi in un attraversamento stentato e fintamente rapido (fuori o dentro le strisce poco importa). Quando piove ed è notte le possibilità di vedere un congolese che attraversa sono molto basse;
  15. Il triangolo di segnalazione di macchina in panne in Congo è sostituito da frasche verdi. Bisogna saperlo perché per esempio non è detto che per cambiare la ruota il conducente decida di accostarsi, neppure se è dietro una curva;
  16. Il clacson è inutile e spesso dannoso. A Kinshasa viene utilizzato dai tassisti (che sono gli autisti di qualsiasi tipo di veicolo di qualunque colore o forma) per attirare l’attenzione sul fatto che sono liberi, quindi magari rischiate di trovarvi accanto un passeggero non voluto.

Ricordate! Il problema non è ricordarsi di queste regole, ma dimenticarle.

I miei eroi sono i ciclisti.

Sono pochissimi.

E non sono mai gli stessi.

un ciddì: verily so – islands (2014)

link: soundcloud

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  1. Pingback: Robottoni | zamba!

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