storia di ebolah

Visto l’enorme successo che sta avendo l’ebola in Africa, volevo raccontarvi la storia dell’ultima ondata di ebola in Congo.

La storia dice che un predicatore dell’equatore sia andato a caccia in foresta e sia tornato con un paniere carico carico di scimmie.

Il buon predicatore ha diviso la cacciagione con un amico e con la sua famiglia.

Dopo qualche giorno la moglie dell’amico del predicatore, una donna incinta, inizia ad avere sintomi strani.

Il medico la visita, ma non aveva mai visto niente del genere, per cui le consiglia di andare in città.

Chiamano un taxi moto per il trasporto.

Dopo mezz’ora di viaggio la donna muore.

Il tassista la riporta al villaggio.

In Congo le donne che muoiono incinte vengono fatte partorire, è la tradizione, così la donna viene operata e poi sepolta accanto al figlio.

Dopo qualche giorno muore il tassista.

Poi muore il marito della donna.

Poi muore il medico che l’ha operata e l’infermiera.

Poi muore il pastore e tutta la famiglia.

E patatì e patatà si arriva a una trentina di morti.

L’assenza di strade è l’unico fattore che ha impedito al Congo di avere uno scenario da africa dell’ovest.

Io per ora non ho sintomi ma ho scoperto con disappunto, grazie al random, che il mio hard disk esterno è stato in qualche modo misteriosamente infettato gravemente:  tra i 5493 artisti presenti c’era almeno un intruso,  lara martelli.

Non so come abbia fatto a colonizzare la mia superficie magnetica preferita, ma in assenza di un esorcista e in attesa che le UN facciano qualcosa, cercherò di porre rimedio con una semplice cancellazione e ascolto dei Residents.

un ciddì: the residents – eskimo (1976)

link: wikipedia

P.S. Mi scuso per la mancanza di delicatezza, solo ora mi sono accorto che oggi è l’11 settembre per cui volevo ricordare le vittime di santiago del cile del 1541, quando fu distrutta da terroristi indigeni.

E Peter Tosh.

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