Roma

Sono stato a Roma la settimana scorsa.

Una settimana fitta fitta di riunioni, gruppi di lavoro, produzione documenti, birra, vino, grappa e cibo commestibile.

Roma non è cambiata molto da un anno e mezzo a oggi, brutta, caotica, inospitale.

Entri nei ristoranti e non vedono l’ora che paghi e ti levi dalle palle.

Però rispetto a Kinshasa ti servono in tempi quasi umani.

Ho avuto il tempo di rivedere amici dell’università una sera. Ci vediamo una volta l’anno; constatare che i miei coinquilini non hanno subito troppi traumi ne mi riservano rancore dopo la convivenza con me e con i miei scherzi atroci, la mia molestia alcolica, le mie iniziative insalubri, fa un certo piacere.

Vuol dire che non sono poi così nocivo.

Una volta mi sono nascosto nell’armadio del mio coinquilino per una mezz’ora mentre lui studiava.

E poi sono uscito strillando.

Un’altra volta ho preparato una trappola acustica, per cui il mio coninquilino rincasando alle sei del mattino avrebbe attivato il tasto play dello stereo con su The Great Southern Trendkill dei Pantera ad un volume ragionevolmente altissimo.

Ma sono gli scherzi più innocui.

Ricordo che quando cenavamo tutti assieme, un periodo, nessuno poteva alzarsi dal tavolo senza essere seguito per paura che entrasse in qualche stanza per applicare l’idea del momento.

Ah, quanta nostalgia.

Ora non mi resta che fare gli scherzi a E.

Il vantaggio di non essere sposati è che non può chiedere il divorzio.

Ho preso cinque volte il taxi, durante il mio soggiorno a Roma, e solo due tassisti hanno attivato il tassametro.

Ho preso la metro e ci sono sempre le stesse ladruncole.

Ho fatto un giro in centro e c’è sempre quel vecchio colosseo.

Non c’é soluzione per Roma. Ogni volta che fanno un passo verso la contemporaneità (tipo passare un cavo della luce) ecco che trovano una merda del gatto di Nerone nella sua bella lettiera e bloccano i lavori per tre mesi. Certo, è possibile, anche se forse improbabile che una merda di gatto faccia riscrivere i libri di storia.

Però devo dire che una settimana all’anno a Roma non è male.

Ti fa rivalutare Kinshasa.

un ciddì:dead from above 1979 – the physical world (Last Gang Records, 2014),

link: wikipedia

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2 Responses to Roma

  1. Salvatore says:

    Ohohoh ma che sta a di’….e allora tutti questi capelli bianchi chi me l’ha fatti venire?! ..se non tu,stressandomi durante i miei studi universitari!!
    E poi non esagerare, mo’ Roma ti farebbe rivalutare Kinshasa….e che cazzo!!

    • ch3o says:

      Si, si e il Congo è più pulito del Tevere.
      Bevi un bel bicchiere d’acqua del Tevere per provare.
      io farò lo stesso con il Congo e ci scambiamo le impressioni

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