BBQ

Mi piace fare il Barbeque.

Non sempre certo.

Non come attizzare il fuoco vero, cuocerci il porcetto, ma interagire con la brace e cucinarci, mi affatica molto meno di fare finta di avere conversazioni intelligenti brillanti e interessanti.

Abbiamo organizzato un bel barbeque venerdì.

Tanta gente, musica bellissima che veniva dal mio hard disk.

A fare la brace mi ha aiutato Maggalò.

Verso l’ora di andare a dormire, dopo vino e wisky e coi vestiti belli affumicati, decido che fare una doccia prima di infilarmi a letto potrebbe essere una buona idea per preservare la tranquillità della mia vita quasiconiugale.

Ma, senza troppa sorpresa ho appurato che l’acqua corrente non c’era. Succede spesso. Così mi sono lavato con i bidoni.

Verso le quattro mi sveglio. Rumore d’acqua corrente. Mi alzo. Tanta acqua corrente per terra. Tantissima. Due centimetri d’acqua in tutta la stanza. Così imparo a dimenticare la doccia aperta.

La mia compagna non è felicissima. É sabato e deve alzarsi alle 7 per partecipare a una interessantissima riunione sulle statistiche degli sbadigli generati dalla noia causata dalle riunioni che parlano della storia del budget sinergico nell’amministrazione dei progetti.

Io nemmeno sono felicissimo, per terra ci sono i miei jeans con dentro il mio telefono.

Per terra c’è pure l’e-reader.

Torniamo a letto.

Non riesco a prendere sonno e cerco soluzioni veloci per rimediare all’allagamento.

Ne individuo tre:

1-Cambiare casa.

2-Fingermi gravemente malato.

3-Bestemmiare in mantra per creare un vortice di calore che secchi il pavimento.

L’opzione tre è molto pericolosa, può essere mortale.

Così verso le sette mi alzo con E.

Riempio 10 secchi d’acqua da 15 litri.

Per passare il tempo mentre riempio palettate d’acqua cerco di pensare a questo post, al lavoro , a cosa fare dopo, ma la testa è troppo obnubilata dalle bestemmie multicolori e interreligiose.

E dall’ hangover.

Accendo il condizionatore.

Tutto sommato me la cavo con poco, un’ora e mezza.

Caro diario, oggi ho imparato che l’igggiene a volte è pericolosa.

un ciddì: marc lanegan & duke garwood – black pudding (heavenyl / Ipecac, 2013)

link: pitchfork

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