baccalà

Dicono che Kinshasa sia una delle città più care al mondo.

Lasciando stare queste puttanate di classifiche Repubblicamode che non servono a nulla, sarebbe molto più interessante capire se siano care rispetto a per esempio la qualità della vita.

Per esempio che l’affitto costa duemila dollari.

Che la connessione a internet costa quanto un dente d’oro.

Ieri siamo stati in un ristorante chiccoso e impomatato (lo sono praticamente tutti quelli internazionali), per provarlo. Un baccalà troppo salato alla portoghese e delle patate crude sono costate trenta dollari .Non sono arrivato a mangiarne un terzo…

Ho bevuto tutta la notte come un dromedario, tanto il pezzo di pesce che ho mangiato era salato.

Non usciamo spesso. E ora capisco perché non usciamo spesso. Ma non imparo mai o comunque non molto spesso.

Quando la voglia di pizza é tanta puoi rivolgerti al ristorante portoghese, per soli 20 dollari ti portano a casa una margherita commestibile.

E una bibita piccola.

Poi fortunatamente ogni tanto succedono cose belle.

Tipo che apre un supermercato.

E il gestore é italiano.

E la pasta cosa solo il doppio rispetto all’Italia e non dieci volte tanto come d’abitudine.

E trovi pure gli abbracci mulinobianco.

E il caffé lavazza.

Così quando torni a casa e metti a posto la spesa quasi sorridi.

E ci trovi pure le pizze surgelate che mi hanno fatto tanta compagnia durante tante notti all’università, che nostalgia! Avevo iniziato a mangiare pizza surgelata dopo che alla mensa universitaria mangiai la peggiore pizza della mia vita (a tuttora). Quasi peggio di quella cosa spugnosa e disgustosa che fanno nella nave tirrenia nel tragitto civitavecchia-olbia che misteriosamente chiamano pure pizza. Quanti ricordi! Sto pensando di iniziare a prendere il crack per cancellarli.

Poi per fortuna grazie al pif arrivano i kinski nelle orecchie che piallano via il ricordo doloroso dell’uccisione delle mie papille gustative durante la mia permanenza all’università e mi disconnettono momentaneamente dal contesto.

un ciddì: kinski – 7 (or 8) – (2015)

link: bandcamp

post post: Per ripigliarmi dal disappunto di ieri sera,  oggi per ripicca ho mangiato in una malewa (ristorante semi-nascosto, semi-clandestino) dove per cinque dollari ho mangiato un’ottima antilope, dell’ottimo fumbua e del buon fufu. Che lusso, antilope a pranzo.  E vaffanculo a ristoranti finto chic.

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