di sabato

Sabato sono andato a Piazza, in centro.

Ho preso un ottimo caffé al trianon. Mi sentivo stupido, ero l’unico tra quelli seduti da soli al tavolo senza un libro o un quotidiano da leggere.

C’era un signore a fianco a me, con i capelli bianchi lunghi e riccioli e una giacca di velluto a coste che studiava un libro e prendeva appunti sul margine con una biro blu.

Continuo il giro, va e vieni di gente e nessuno bada a me. Hi hi.

Di fronte al monumento di Menelik c’era un uomo in terra, sembrava morto.

Si forma un capannello di gente lo rimettono in piedi, chi da acqua, zucchero, caramelle, soldi. L’uomo è stremato, biascica un numero di telefono e qualcuno chiama i suoi parenti.

Vado a S.George, la cattedrale. Mi faccio un giro al museo con l’arcidiacono come guida. Mi chiama per nome e mi spiega il significato di quello che vedo nelle teche. Mi mostra la statua edl papa ucciso da Graziani.Che intelligenza quel Graziani, che stratega.

Incontro M. fuori e andiamo a pranzo al Taitu, l’hotel piu antico di Addis, tutto in legno . In realtà fa un po’ ridere dire antico perché Addis in quanto capitale ha una storia molto breve. Al Taitu menu vegano.

Proseguiamo il giro, M. ci tiene a farmi vedere tutti i palazzi costruiti dagli italiani. Sulla strada per la banca di Roma incontriamo Abdi il libraio. Parla benissimo italiano, ha lavorato per vent’anni in una libreria italiana che ha chiuso non molto tempo fa, di una signora del nord Italia. Abdi mi mostra centinaia di libri che ha stipato in una stanzetta, tutti libri del secolo scorso italiani. E centinaia di vinili, 45 e 33 giri. Musica Etiope di tutti i tipi. Pure un rarissimo di Mulatu.

Ci scambiamo i numeri, mi cercherà per farmi vedere dei fumetti in amarico.

Il giro da turista domenicale prosegue al Tomoca, un caffé sorico, molto bello in un palazzo di inconfondibile stile italiano. Il caffé è ottimo. Appena iniziano a tostare il caffé il locale si riempie di fumo profumato di caffé.

Nel pomeriggio vedo una casa da prendere in affitto. Fa schifo ed è carissima. Torno a vederne una che avevo visto la settimana scorsa.

La prendo.

Ho casa tutta mia!

I Broker di merda l’avavno gia affittata e mi ci avevano fatto credere, figlidiputtana.

La sera vado ad una delle feste più brutte a cui sia mai stato. Nello scantinato di un hotel moderno ma brutto. Una festa in maschera. Il cibo così così, l’alcol schifoso e poco, la musica di merda. Un sacco di expat.

Caro Diario, ricordami di evitare certe cose, che cazzo, quante volte te lo devo scrivere?

Non so come torno a casa. In taxi probabilmente, ma i vodka tonic hanno cancellato ogni singola sinapsi riguardante il viaggio di ritorno a casa.

Come sempre quando sono ubriaco mando sms di cui non ricordo assolutamente nulla.

Nonostante sia sempre successo, con l’età inizio a preoccuparmi…

La domenica a letto.

un ciddì: nick höppner – folk (2015)

link: residentadvisor

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