everything in africa

Una volta il capo mi ha chiesto se volevo tornare a Roma a lavorare.

Se tornare a Roma fosse tra le mie ambizioni.

Se sapesse quali sono veramente le mie ambizioni forse non si sarebbe nemmeno preso la briga di chiederlo.

Io l’ho guardato un po’ male, sul sardo minaccioso, il mio sguardo raccontava “non ci provare”.

Poi gli ho detto la verità.

Piutto sto che tornare a Roma, gli ho detto, sto in Africa tutta la vita, se proprio devo tornare in Italia voglio tornare in Sardegna.

E io non ho mai avuto il mal d’Africa. Ma qua c’è tutto, anche la mancanza, anche la possibilità, ma soprattutto persone vere.

Roma è quanto più vicino al concetto di Inferno io possa immaginare, un posto dove o sei qualcuno o sei nessuno, un posto dove ci sono solo muri ovunque.

Ora che sono ad Addis Ababa, Roma per me non è altro che un punto sulla cartina e uno scalo aereo che funziona molto male, dove ogni tanto fanno bei concerti.

un ciddì, pensando con la lacrimuccia a quel che ha rappresentato per me quel gran pezzo di merda di Scott: stone temple pilots – core (1992)

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