langano

Mi chiedono di andare fuori un w-e.

Ok perché no?

Un po’ tremavo. Immaginavo il peggio, tipo stamberga carissima con contorno di zanzare e cibo sommario.

Invece mi portano in una specie di posto che ancora non sono sicuro se é si trovi solo nella mia testa.

Intanto la partenza é stata quasi puntuale, nonostante fossimo 5, forse perché non c’era nemmeno un francese…

Partiamo da Addis e i dintorni sono sempre un po’ scioccanti.

Un aridità estrema, terra sabbiosa bianca, polvere ovunque.

Ma la strada é buona, e a dispetto di quanto dicono i miei compagni di viaggio non vedo stranezze nella maniera di guidare degli Etiopi.

Tzé, principianti…

La meta della nostra gita é un lodge. Ma di quelli spaventosi. Verde ovunque, uccellini che cantano, stanze pulite e economiche, servizio ottimo, piscina Jacuzzi compresa nel prezzo.

Birra economica.

…what? veramente?

Si.

I compagni di viaggio sono molto simpatici, sopportano il mio inglese.

La serata si aggiungono altri amici, e abbiamo lunghissime e complicate conversazioni.

Il tutto supportato dal qāt.

Il qāt ha un buon sapore, si consuma facilmente, é permesso e in libera vendita.

No, non é satana, non é eroina, non é nemmeno vodka o wisky, ma nemmeno semplice caffé. Quello che ho percepito  é solo un estrema facilità a comunicare, niente voglia di stuprare o uccidere i miei vicini, ne allucinazioni di sorta. Soprattutto nessuna necessita di riprovarla. Lascio a bossifini, lungimiranti e intelligenti illuminati, stabilire se é una droga o meno più o meno del tabacco…(fortunatamente decisione circosritta alle mura italiane).

Il mio compagno di stanza é un ragazzo koreano, molto in gamba, e mi dispiace perché partirà presto.

La mattina dopo, per colazione ho seri dubbi sugli effetti collaterali dovuti alla serata. Il posto della colazione é infatti assurdo, costruito seguendo il concetto della capanna, ma con vetrate tutto attorno. Il centro é aperto, così quando piove l’acqua cade su un giardinetto interno. Gli uccelli, tantissimi e coloratissimi sono liberi di entrare e sparecchiare i tavoli dalle briciole della colazione. Il tutto é talmente piacevole a tutti i sensi che da fastidio.

Ma dov’ero prima?

La passeggiata nei dintorni mi porta a vedere asinelli, grotte, abitanti locali, cose belle da fotografare che non ho fotografato apposta.

un ciddì: tortoise – the catastrophist (Thrill Jockey, 2016)

un horror: room 237

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