Djibbbouti

L’unico modo per non spendere tre reni  e mezzo fegato era condividere lo spazio della barca con almeno 10 estranei. Italiani.

Tanta, tanta , tanta paura.

La mia insofferenza per la gente ha avuto una certa recrudescenza nell’ultimo periodo, vado a stento d’accordo con me stesso.

Ma a conti fatti ne valeva la pena.

Del resto mi ero premunito con il kit NonMiRompeteIlCazzo che é lo stesso kit dell’adolescente scocciato ma un po’ avanzato, esso comprende: Occhiali neri, Cuffie, Libro espressione neutra e la sacra runa dello zen (questa é preclusa al kid dell’adolescente).

La faccia neutra, detta anche “da poker” o “di merda” serve a far finta di non aver sentito discorsi da bar o da circolo leghista o cattofascisti su immigrati, zingari, neri, etiopi, cucina, film, libri, musica. Sono ormai troppo anziano per cercare di discutere coi fasci, con gli imbecilli e con gli imbecilli fasci. So che non serve a nulla. Molto meglio fissarli senza dire nulla mantenendo un retrosguardo semicelato di biasimo che li lascerà forse nel dubbio.

P&F fumavano. Tutto il tempo, prima dei pasti dopo i pasti prima del caffé dopo il caffé prima della sigaretta dopo la sigaretta.

F mi fa accendendosi una sigaretta : Ci voleva questa bella vacanza disintossicante.

Poi genitori apprensivi per bambini coraggiosi, pescatori che parlano di pesca e di quanto pesce hanno pescato in vita loro e delle innumerevoli tecniche di pesca senza peraltro riuscire a prendere neanche una sardina in quattro giorni e ricevendo profonde umiliazioni dagli abilissimi bambini.

E poi sardi scontrosi che rispondevano con “si” e “no” e che si rifugiavano dietro cuffie libro e occhiali da sole appena possibile, a poppa o prua secondo le esigenze di isolamento.

Ma a parte questo.

Non avevo mai visto tante specie di pesce come a Djibouti. Di tutti i colori, di tutte le taglie ditutte le forme.

Soprattutto muti.

Una barriera corallina infinita e ricchissima che fa specie quando riemergi e la terra ferma é invece solo un deserto di pietre e sabbia e stentatissimi e sfigati arbusti.

Ho rischiato di annegare dalle risate appena ho visto il pesce Picasso. Non chiedetemi perché ma mi ha fatto un sacco ridere.

R. il nostro tutor/bagnino/istruttore mi ha insegnato un po’ di tecnica di apnea che finora facevo in maniera assolutamente sbagliata che non si sa come non sia finito annegato o sordo da giovane.

Poi ho provato a fare il subbaquo, bombole per un oretta 10 metri sott’acqua.

Poi la bioluminescenza che tipo ti tuffi di notte nell’acqua nera che fa spavento da cacarsi addosso diventa luminosa tipo che sembra che tiescono le scintille dal corpo tipo quando prendi un francobollo di ellesseddì. Bellissimo.

Poi uno squalo balena di tre metri che zitto zitto se n’é venuto sotto la barca a salutarci una mattina.

Poi cenetta romantica nel ristorante yemenita con pesciazzo arrosto (perché i pesci sono simpatici ma anche buoni).

Poi il Lago Assal lago salato a -150 metri sul livello del mare che ti ci fai il bagno e non riesci ad annegare nemmeno se sei fortemente motivato e non riesci a guardare troppo in giro tanto é bianco.

Una figata spaventosa. Nonostante il mio scetticismo iniziale mi sono divertito come i bambini.

Poi sono tornato. Felice e riposato, con il pesce Picasso ancora stampato nella retina.

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