ruoli

10 Entro e mi siedo.

20 Persona1 Da’ una passata di spugna in corrispondenza dei miei gomiti.

30 Persona 2 Prende l’ordine (un caffé).

40 Persona 3 Da una passata di spugna e arriva fino a metà del tavolo.

50 Persona 4 Porta una tazzina da caffé (vuota).

60 Persona 5 Porta il caffé.

70 Persona 1 Torna e pulisce tutto il tavolo.

80 Persona 4 Porta il conto.

90 Persona 2 Ritira i soldi

100 Esco e saluto

110 GOTO 10

un ciddì: wolfmother – new crown (s/r, 2014)

link: wikipedia

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fettine

“Senti dovresti prepararmi in tuo programma personale per i prossimi sei mesi e riportare ogni mese se vuoi che ti estendiamo il contratto.”

“Senti, ho finito le fettine sottili di carne vicino all’osso, quindi magari puoi prendere una generosa rincorsa e andartene affanculo, che ne dici? Se vuoi estendere il contratto lo estendi perché ti serve il mio lavoro non perché ti prego. Succhiamelo.”

Questo succede quando scopri che la diplomazia ha un limite, seppur molto più alto di quanto potessi immaginare, e quando il gioco non ti diverte più e semplicemente decidi di smettere di giocare.

un ciddì: wolves in the throne room – diadem of 12 stars (2006)

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previously

Sono state settimane concitate.

Sono stato per 24 ore in Sicilia per prendere il punk e la portapunk e portarli ad Addis.

Valigie da chiudere, punk da strapazzare.

Il punk é stato un bravissimo viaggiatore, si é goduto il viaggio.

Pure la portapunk ha fatto da brava.

Io ho fatto il facchino. Con il punk hanno viaggiato circa cento chili di bagagli.

Poi siamo arrivati, ci siamo installati, ho comprato un fasciatoio di bambù per ripulire il punk dalla merda che produce con generosità, ho lavorato come un somarello, sono stato in missione in Gambella.

Ma tornare a casa adesso é molto diverso, meno film horror ma più sorrisi.

Abbiamo passato un w-e da soli, per la prima volta tutti e tre.

E mi é piaciuto.

La sera passo il tempo a raccontare storie di pirati al punk prima di dormire, strategie per assaltare i galeoni spagnoli sgozzando le guardie per non farsi scoprire o staccandogli la testa con un morso solo (il pirata é un ippopotamo) per impadronirsi del prezioso carico di pannolini puliti e salviette profumate.

Il punk é entusiasta.

Ci divertiamo.

un ciddì: dope body – kunk (Drag City, 2015)

link: wikpedia

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cerchi

Ci sono mattine in cui non esco dalla macchina se prima non é finito il pezzo che sto ascoltando. Per rispetto. Me l’ha insegnato un amico tempo fa.

Stamattina, arrivato nel parcheggio sotterraneo ho desiderato stare li tutta la mattina ad ascoltare i wilco. Si non sono il miglior gruppo del pianeta,  ma ci sono momenti perfetti per i wilco.

Tipo stamattina.

Ieri mi sono bevuto via il fegato a furia di negroni e vodka, ho sparato cazzate, ho riso, ho bevuto via un po’ di tristezza.

Esattamente come fanno le persone mature.

Ho il terrore quando mi ubriaco di mandare o inoltrare whatsapp alle persone sbagliate tipo al capo. Tipo che so rocco che s’incula qualcuno, cosette così che ci scambiamo solo con un numero ristretto di genti serie.

No, non é successo. Ma mi viene il dubbio la mattina dopo, quando apro tremante le chat.

Stamattina infatti ero molto bellino, c’é voluta un’oretta per ricordarmi il mio nome.

Circa dieci minuti per preparare la caffettiera.

Altri dieci per lavarmi via la faccia da ubriaco.

Vorrei tenere gli occhiali da sole per lavorare al computer.

un ciddì: chrysta bell & david lynch – this train (La Rose Noir, 2011),

link: youtube

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D.

D. in questo blog é stato l’orco.

D. era l’orco delle favole, un gigante. Non so quanto fosse alto ma per me era come se fosse alto sette metri.

D. dava l’impressione di poter schiacciare tra le mani qualsiasi cosa. E forse poteva.

Ma D. era una bella persona, mite, bravo, sorridente, forte, gentile, generoso.

Un orco mitologico, una persona talmente realmente viva e buona da sembrare irreale.

D. venerdì é morto sul lavoro. Perché D. lavorava duro. Abbiamo lavorato assieme qualche volta e D. era l’uomo perfetto per il bosco. Quando l’ho conosciuto faceva anche il buttafuori, mi ha detto che non ha mai dovuto fare nulla di spiacevole, di solito bastava lo sguardo. E ci credo.

D. é venuto con me in Sardegna, quando ho fatto il trasloco, mi ha aiutato un sacco.

Abbiamo dormito a casa dai miei.

Mio padre appena l’ha visto non si é potuto trattenere ed é sbottato a ridere. D. era troppo grosso per il mio paese, troppo un gigante rispetto alla media della mia famiglia.

Quando siamo entrati al bar, si  é generato un silenzio da far west movie per 60 lunghi secondi, quando gli amici del bar cercavano di realizzare chi fosse il gigante straniero.

Quando a saputo che andavo a Kinshasa a lavorare D. mi ha regalato un coltello fatto da lui. Con il manico in pelle.

Ho passato il fine settimana a gridare, bestemmiare, piangere, bestemmiare, ubriacarmi, bestemmiare e disperarmi.

E bestemmiare forte e ancora e ancora.

L’ho visto che camminava in casa, e ho sentito la sua voce da Orco che faceva vibrare.

Ma non é servito a nulla.

D. non era una persona che potesse lasciare solo ricordi, lasciava segni nelle persone.

D. e F. stavano aspettando il secondo figlio.

D. ci ha cambiato tutti e ora siamo tutti tristissimi e soli.

E vuoti.

Update 14/06: Stanotte l’ho sognato, era ubriaco in bici con F. in una citta’ di notte, era allegro e faceva casino. Un sogno allegro. Ma io mi sono svegliato come se mi avessero picchiato stamattina.

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chiuso

Così ogni tanto fa bene chiudere internet.
Tipo per non far distrarre gli studenti durante gli esami o per non farli copiare.

Così imparano.

Così tutti imparano anche chi non ha esami o li ha gia fatti.

Certo é un po’ come chiudere gli ospedali per non permettere ai criminali di potersi curare.

O come ritirare dal mercato i coltelli così la gente non si fa male.

O come non riempire il deposito dell’acqua.

Così non perde.

un ciddì: Sunn O))) –  Black One

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51

Non é un post di compleanno, Manuel Agnelli ha fatto 51 anni questo marzo.

E mi ha fatto compagnia negli ultimi vent’anni della mia vita.

Tutti noi orfani dei CCCP abbiamo imparato a nostre spese che il profeta non é mai all’altezza della profezia, dopo la tragica intervista che non voglio ricordare troppo.

Manuel dunque é salito di notorietà con partecipazioni televisive e interviste su larga scala.

Ora.

Nell’ultima mirabolante intervista Manuel spara merda sulla musica italiana. Ad alzo zero.

Tutta la musica italiana é una merda.

E ha ragione.

Piena.

Ha ragione anche se l’ultimo Folfiri mi ha dato l’impressione di una grossa sega.

E non é come spesso si legge nostalgia di gioventù e per il tempo che fu e che non tornerà mai più.

È un pochino più avanti il giudizio di Manuel.

Riguarda la mancanza totale di composizioni nuove che non richiamino Fausto Papetti, Ricchi e Poveri, Malgioglio, e quando va meglio Scisma, . Non é sul cantautorato il problema, li ci si muove, ma purtroppo il cantautorato non mi interessa. Possibile che nonostante youtube, i blog, il passaparola, riesca a fatica a tirare fuori un gruppo italiano contemporaneo da menzionare? Ancora c’é chi si sbatte la testa sull’HC e non ne esce più.

Leggo e ascolto.

E butto il 99% di quello che produciamo in Italia.

Ho buttato: Barbagallo, Lula, Lotus, His Clancyness.

Non voglio nemmeno nominarne un’altra quindicina che mi vergogno.

Questione di gusti? Può darsi, ma mi pare una situazione di stallo tipo quella degli anni 60, dove al più si scimmiotta il passato o si copiano stili e atteggiamenti del peggio estero.

Arridateci un po’ di creatività cazzo.

E soprattutto ditemi che mi sto sbagliando.

Per favore.

oggi ho salvato dal mio diluvio personale:

marnero – la malora (2016)

link: bandcamp

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