procrastinare

Ho chiuso l’anno e aperto il 2020 dormendo a casa mia. Una casa mia tutta mia con i fumetti e i libri miei. I 12 anni di scatoloni contenenti quintali di carta da buttare tutti miei. Cavetti rotti, telefonini rotti relazioni rotte tutti miei. Il più bel regalo che ci siamo mai fatti.

Il punk apprezza, Dorme bene, collauda le porte, sposta fumetti e disegna (la sua grande passione).

Il cortile sembra ancora la periferia ovest di lamezia terme ma credo ci si possa lavorare. Con calma. In tre o quattro anni avrò pulito tutto.

Il punk inizia a parlare Italiano, un italiano molto simile a quello di Skin, Don Lurio e Dan Peterson, va alla scuola materna e socializza con i suoi conterroni.

Io sono ripartito.

Ho scoperto che partire da casa propria é più pesante che partire e basta. La scoperta dell’acqua tiepida ve la comunico domani.

Stanotte mi sono svegliato di soprassalto per un rumore e cercavo E. con la mano per dirle che mi alzavo a controllare. Poi ho realizzato che sono solo gli uccelli sul tetto di lamiera, gli stessi descritti da Emidio Clementi. Ed E. non é qua, aspetta in Sardegna col pancione e il punk che una compagna di pogo atrivi a rompere suppellettili per casa e gonadi a mamma e babbo.

Oggi devo lavorare, devo preparare una missione complicata in Repubblica Centrafricana. Ma lo sto facendo con estrema lentezza. Non ho nemmeno iniziato, per dire. Attacco HD con calma, cuffie con calma, scrivo il post. Con calma.

Faccio tutti gli update, linux, software, telefonino, sinapsi per ricordare nomi e facce qua al bar.

Ordino un altro caffè, americano.

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gore

Stanotte é sparito il fratello della mia collega, nel cuore della notte.

Un adulto Ugandese.

Così ho chiesto un po’ agli altri e mi é stato detto che é abbastanza comune che adulti o soprattutto bambini spariscano e non vengano più ritrovati.

Può essere criminalità.

Ma può pure essere anche legato a sacrifici rituali.

Forse penserete ad un’esagerazione…beh non é così:

https://en.wikipedia.org/wiki/Child_sacrifice_in_Uganda

https://www.independent.co.uk/news/world/africa/human-sacrifice-in-uganda-they-target-children-they-catch-them-when-they-walk-to-school-or-go-to-10319894.html

Qualche anno fa mi ha incuriosito il titolo di un libro: Palermo é una cipolla.

Un pochino si sta facendo strada in me lo stesso concetto per Kampala e l’Uganda. Un posto dove tutto é calmo, tutti sono amichevoli e tranquilli. Ma molti nascono tristezza, rabbia, impotenza, frustrazione. Una parte della loro cultura, che in realtà, in effetti, conosco molto bene anche se declinata in maniera diversa. Oggi così, nessuna ironia, solo un po’ di tristezza per mama Africa e per i pesanti fardelli che si porta appresso.

Sarà colpa della pioggia.

Epilogo: Trovato fratello della collega, vivo e vegeto.

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smaltire

Per far capire al mio caro lettore perché sia stato lontano, descrivo solo gli ultimi tre giorni che sono rappresentativi delle ultime settimane.

Ometto il mio usuale lavoro, che senza punk e portanewpunk a casa si protrae tranquillamente per 10-12 ore al giorno, descriverò solo la parte più stressante.

Comunicazione 1:”Il tuo contratto finisce a Dicembre, l’anno prossimo possiamo farti un tipo diverso di contratto ma devi seguire una procedura complicatissima e fare l’analisi delle feci e venire a Roma”

ch3o: inizio la procedura. E cerco di organizzare il trasporto in Italia.

Comunicazione 2: “Il tuo contratto dell’anno prossimo lo puoi fare da Kampala se vuoi”

ch3o: continuo la procedura e blocco il trasporto.

Comunicazione 3: “Il tuo contratto dell’anno prossimo può partire solo a Febbraio quindi cancella la missione in Repubblica Centrafricana”

ch3o: continuo la procedura e cerco uno ripostiglio per la mia roba e smetto di preparare la complicata missione che richiede un mese di preparazione.

“Il tuo contratto dell’anno prossimo sarà in continuità con quello vecchio, finirà a Gennaio e la missione in Repubblica Centrafricana si farà.

In circostanze normali avrei raggiunto veloce il primo gintonic disponibile, ma ho fatto fioretto a dicembre, mi limito ad un enorme:

V A F F A N C U L O Accipicchia!

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eccomi la

Si sono stato latitante da qua.

Il lavoro mi ha un po’ frantumato la percezione delle gonadi.

Ci sto lavorando.

Sono stato a Roma di nuovo e poi in Sardistan.

In Sardistan ho lasciato E. la sua panzona contente la nostra prossima punk e il piccolo punk.

Uff concitattimi, e ora sono di nuovo qua, non sono diventato più giovane nel frattempo, ho però interrotto e ripreso la corsa, ripreso e interrotto le sessioni di birra, interrotto la lettura dei libri e rireso i fumetti, continuativament incazzato ma solo per lavoro fortunatamente e solo e costantemente con i piani “alti”.

Bof. Non aiuta il nuovo album dei subsonica che per l’occasione hanno pernsato di coinvolgere la scena rap e trap italiana. Tantovale sparatemi alle orecchie.

Però almeno ci hanno messo pure Fast Animals Slow Kids, M¥SS KETA, Cosmo che impediscono all’album di scivolare sotto il voto 4, mentre i voti entusiastici online mi fanno sentire vecchiaccio barbogio e fuoriposto. okok ciucciatevi album e collaborazioni.

Come se non bastasse ci ha pensato pure guccini. Ottimo vedo che le buone idee si diffondoo velocemente.

Oggi così oggi andate tutti a cagare.Vabbe, non tutti tutti.

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moyo

Dopo Mojo Pin ho sempre desiderato visitare un posto che si chiamasse con un nome che assomigli a Mojo.

Quindi sono stato a Moyo.

A Moyo da fare c’é un sacco di lavoro. C’é un internet scarso, cibo sempre uguale, birra tiepida. Quindi il tempo per dedicarsi al lavoro non manca.

Moyo ha un grade difetto: essere a 9 ore da Kampala.

Moyo ha anche dei pregi: probabilmente.

Ma non mi sono annoiato.

In compenso mi sono ustionato abbastanza la testa da cambiare due layer di pelle in 24 ore.

Voi non ci crederete ma adoro il mio lavoro.

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disegni

L’Olanda sta pensando ad un disegno di legge per distribuire eroina ai lavoratori ma solo per il lunedì mattina, per permettere di affrontare la settimana senza brutti traumi.

Siccome é lunedì mattina e la mia voglia di fare qualsiasi altra cosa che dormire é andata a rinchiudersi dietro lo sgabuzzino del cervelletto per farsi le canne, rimango io qua, lucidissimo quanto basta per pensare di prendere il posto di Leggo e La Stampa con delle notizie a caso, inventate dalla mia voglia di fare qualisiasi cosa, rinchiusa nello sgabuzzino del cervelletto mentre si fa le canne e dettatami per messaggio su una tavoletta ouja.

Adesso in effetti l’eroina no, ma perché anzichè fare mezza giornata di venerdì (che non ho mai preso) non propongono di fare (to’ la butto li) solo sei ore di lavoro il lunedì?

Dai ok, ci aggiungo pure una liasta delle cose da fare domani.

unciddì: big sir – big sir (2000)

link :https://www.youtube.com/watch?v=TVsYbbKCdmU&list=PLd4fy_VcmjVgobR1tY_7UUYPScviy5sig

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stress full

Roma con la febbre a 38,5 non mi piace più di quanto non mi piacesse prima.

Soprattutto con meeting ogni 7 minuti e mezzo in diverse parti di un edificio che copre una superficie di 10 campi di calcio.

Quindi me ne sono andato da quella Roma senza remore.

Ma con una proposta di stare un po’ più in Uganda che schifo non mi fa.

Poi ho rivisto il punk e la portapunk che non sembro ma sono un romanticone a cui la famiglia manca subito.

Ho rivisto Sasa e Giu, ho bevuto le mie 400 birrette nonostante la febbre, ho fatto 4 vaccini che non si sa mai, non mi sono annoiato.

Ho fatto un po’ di sciopping e ho odiato un po’ così a buffo.

Al mio ritorno sono qua, con una pila di roba così da fare un po’ più di energia e la voglia di correre.

Se stiamo ancora come promesso cambieremo casa in cerca di una poco più grande, poco meno umida (del tipo che ai libri non si incollano le pagine per esempio) e con un giardino dove far correre i punk.

Roma ha portato prospettive, In fondo va bene.

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