laterale

Sta cosa del doping é andata un pochino troppo oltre.

L’anno prossimo organizzo le olimpiadi doping free, nel senso che ognuno sarà libero di prendere tutto quello che vuole, prima durante e dopo le gare.

Ai primi dieci iscritti una cassa di birra gratis e chiusura della cerimonia con festone totale.

E vaffanculo.

Van Gelder libero!

 

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folfiri o folfox

Ho ascoltato.

Ho aspettato.

Ho riascoltato.

Ho aspettato.

Ho ascoltato ancora.

Ma senza voglia.

Forse é un bel disco.

Ma non mi parla.

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cavolo

Ogni tanto l’Etiopia taglia internet.

Ma non che gli faccia la sfumatura alta che tipo con una VPN la bypasi.

no no.

Taglia proprio internet.

Come se usasse un accetta sul cavo.

Che nessuno nel paese puo mandare una mail.

O scaricare i sottotitoli di shameless.

Questo succede durante gli esami di diploma, e durante le manifestazioni anti-regime, quelle che di solito finiscono con delle ammazzatine di un numero variabile tra le 5 e le 50 persone.

I numeri servono a una sega.

Da una parte ci sono le ONG che millantano, dall’altra il governo che nasconde.

Di sicuro ci sono stati morti questo week end.

Ma siccome l’Etiopia e’ un paese stabile a chi importa?

A pochi, tipo bibbissi e algiazzira

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gelada

Così T é venuta a trovarci dal Congo.

Siamo andati a Debre Libanos.

La strada per Debre Libanos é bellissima.

Sembra la svizzera (de noarti certo, ma sembra la svizzera).

Passa per un altopiano sempre sui 2600 metri quindi tutto é verdissimo.

Avendo cura di non investire bestiame vario e bambini si può arrivare in un paio d’ore da Addis.

La valle di debre Libanos é incredibile, piena di cascate sembra un quadretto dipinto bene.

Nel monastero di Debre Libanos non puoi entrare se hai il ciclo o se hai scopato nelle 48 ore precedenti.

É scritto nero su bianco.

Altrimenti Dio piange e ti uccide con la fiamma di un accendino.

Ci fa da guida un abate. Che ci crediate o no parlava inglese che manco fosse stato a Oxford.Ci mostra con orgoglio il museo.E i fucili presi agli italiani sconfitti.Dice con orgoglio che li hanno sconfitti grazie all’intervento divino.Ci credo molto poco ma sono contento che si siano levati dai coglioni una mandria di imbecilli.Nel calcio dei fucili AOI, Africa Orientale Italiana.Ma come dice benissimo l’abate “it was jus a dream”.

Siamo saliti a vedere un’inutilissima grotta, passando in un sentiero fangoso e dalle pietre scivolosissime.

Ci accompagna una guida coi mocassini.

Io con le mie scarpette tecniche in goretex e vibram scivolo e rovino nel fango indecorosamente e inelegantemente, perdendo pure gli occhiali nella vegetazione.

Mocassino vince.

Siamo andati a vedere i Babbuini Gelada. I maschi sembrano tantissimo dei Mammuthones. Senza campane.

A Debre Libanos ce ne sono alcuni gruppi, assolutamente in libertà senza che siano parchi, oasi naturali o ambientalisti coi cartelli.

I gelada ti guardano un po’ annoiati e se ti avvicini troppo ti mostrano i denti sollevando il labbro superiore.Torniamo a casa.La notte sogno accendini accesi.

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sfincione

Uno dei miei piatti etiopi preferiti é lo sfincione siciliano.

Per poterlo assaggiare basta conoscere o sposare una siciliana che lo sappia fare.

Lo sfincione non é un piatto light, é una pizza con molta cipolla e formaggio.

Ho l’onore di aver assaggiato il miglior sfincione siciliano di Addis Ababa.

È buono a cena, a pranzo e a colazione.

Ma ve lo sconsiglio se la sera avete allenamenti di capoeira.

Ma mentre un ottimo sfincione può essere gustato in qualsiasi parte del mondo (a patto di avere conoscenze siciliane e del pecorino siciliano in frigo), quello che mi mancherà un giorno, ne sono sicuro, é il panino all’avocado.

Si coglie un bel panino maturo in panetteria, vi si spalma dentro la polpa di un avocado maturo e si condisce con olio di oliva extravergine e sale.

Non ci crederete finché non lo mangerete.

un ciddì: wrong – wrong (2016)

link: bandcamp

sniff: mi ricordano i fluxus

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paura vera

L’unico momento in cui ho veramente paura in Etiopia é quando devo usare i cessi.

Gli etiopi non hanno alcun rispetto per il posto deputato all’esportazione del prodotto umano finito.

I cessi sono cessi della peggior specie.

Ovunque.

Anche nei ristoranti di classe.

Ora, io non sono un principino.

Non ho studiato a Oxford, e ho fatto abbastanza scout da mangiare la minestra calda attorno al moccio senza vomitare.

Se necessario.

Però ho un limite.

La cagata per me é sacra.

È il momento più intimo di tutta la giornata, il momento in cui il mio corpo é in pace con se stesso e col mondo, il momento in cui sento la divinità vicina, in cui il big bang e il mio culo hanno qualcosa in comune.

Nei cessi etiopi normalmente mi fa abbastanza schifo pure passare davanti figuriamoci pisciare.

Spesso non c’é acqua quindi non é infrequente trovare tre o quattro merdone di tre o quattro persone diverse.

La carta igienica non viene gettata nei cessi, ma diligentemente riposta in delle scatole di cartone per evitare intasamenti.

La scatola di cartone viene solo svuotata e non gettata via, onde conservare al meglio le tracce di tutti.

Il peggio del peggio é quando non posso fare a meno di usare il cesso per cagare.

Di solito sento le avvisaglie in anticipo, il mio corpo sobbalza, rabbrividisce, suda freddo.

Cerco di alzarmi e pensare ad altro, qualsiasi cosa sia lontana dal far dilatare il mio ano. Interrompo il lavoro, scruto il cielo, cerco di ripensare a come si chiamassero i miei compagni di classe, pure quello bastardo seduto sempre in fondo, a no, quello ero io.

A volte basta entrare in bagno e improvvisamente il mio ano non farebbe passare più nemmeno un filo di seta o una scorreggia.

Ma non sempre é così facile e non sempre sono così fortunato.

A volte devo andare. Quando succede il mio ano stringe un compromesso col corpo.

Massima quantità possibile nel minor tempo possibile.

Così le mie cagate fuori dalle mura domestiche durano 0.3 secondi in media, hanno un furore esplosivo che potrei essere arrestato per questo, e una quantità che starebbe in uno zaino da montagna.

Chissà se la merda si espande al di fuori del corpo umano.

Non riesco a spiegarmi questi volumi altrimenti.

Insomma, consiglio di cagare prima di uscire, un paio di volte almeno.

E la giornata vi sorriderà.

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flaminga

Mentre il mondo sta perdendo tempo a farsi la guerra nel we siamo andati a vedere i fenicotteri.

Siamo andati in un sistema di laghi molto bello (Langano, Shala, Abyiatta e il piccolo Chitu) che circa 12000 anni fa costituivano un gigantesco mare interno.

Siamo stati in un lodge a 5 ore di macchina da Addis Ababa.

Non credo ce l’avrei fatta senza il qat a guidare tutto quel tempo senza fermarmi nemmeno per pisciare… Sono arrivato col buio, per strada ha piovuto un po’ con fulmini spettacolari che ho visto solo in Africa così belli.

Guidare nelle strade africane é sempre una sorpresa. Ma non sempre bella, per cui stare al 100% é il minimo richiesto. Carretti trainati da asini, Bajaj, attraversamento animali vari, bambini a  bordo strada….sembra un po’ come un videogioco a difficoltà crescente.

Ne valeva la pena direi…arriviamo in un posto assurdo, tra il lago Chitu e lo Shala. Di notte non si vedono, ma i fenicotteri che si spostano fanno un rumore incredibile sull’acqua.

Il lodge é deserto, ci siamo solo noi. Sarà perché é un po’ lontano, un po’ spartano, non c’é acqua calda e c’é poca luce,  ma per noi un po’ sticazzi visto che quello che vediamo ci toglie il fiato. Le stanze sono completamente vetrate con vista sul lago.

Il giorno dopo la vista sul lago é bellissima. I fenicotteri sono a gruppi e si spostano spesso, a ondate.

Ci accompagna Mohammed, ci fa conoscere i suoi cugini caprari, i suoi cugini cammellieri, i suoi cugini agricoltori, suo padre, sua nonna, i suoi nipoti. Tutti che lavorano li attorno. Ci sono uccelli ovunque, rossi, blu, bianchi. Fenicotteri ovunque.

I laghi sono alimentati oltre che dalle piogge da delle sorgenti termali che la gente usa per lavare, lavarsi e cucinare…Ci sono pozze che hanno temperature capaci di cuocerti un bel sacco di patate…mangiamo cose semplici e buonissime. Dormiamo come ghiri. Ci scottiamo al sole che a Addis manca da da diverse settimane.

Ci voleva.

Abbiamo testato la nostra nuova quattroruote che per l’occasione é stata battezzata flaminga, non ha il fascino di zanna, ma si é comportata benissimo…non ha sporcato non ha detto parolacce etc.

L’Etiopia ha interrotto i internet completamente le settimane scorse, niente scaip, uozzap, feisbuc…ufficialmente per gli esami di maturità, in realtà per mitigare nuclei di ribellione a Gondar.

Si l’Etiopia é abbastanza stabile, ma non da molta sicurezza non poter comunicare…soprattutto quando sai che attorno a te le cose non sembrano andare per il meglio e che in giro peggiora…

La gente dovrebbe scopare di più.

 

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