momenti

Sto leggendo American Psycho.

Ci avevo provato tempo fa senza completarne manco il primo capitolo tanto mi urtava com’era scritto.

Ora invece lo sto divorando e lo trovo molto divertente e atroce.

La parte più atroce finora é l’elogio di Withney Houston che il protagonista ne fa con dovizia di dettagli al limite dell’enciclopedico.

A me la voce di Withey fa talmente cacare che che preferisco Gegia o Enrico Beruschi che fa Orologiao ao ao (il ricordo fa male come il primo calcio sulle palle preso a 6 anni).

E non é questione dei “primi album sono meglio”. I primi album sono peggio in ogni senso a partire dall’aratro tipico usato negli arrangiamenti anni ottanta con pianoline e pseudo elettronica.

No, Grande No. Gli anni ottanta hanno prodotto pochissima roba buona e molto selezionabile: Einsturzende Neubauten, Police, Black Flag, Meat Puppets, Sonic Youth, Cramps, Iron Maiden, ma soprattutto hanno creato gli anni 90.

Poi ovviamente non me la tiro chissa quanto, negli ottanta avevo una decina d’anni, nessun fratello maggiore e nessun cugino maggiore e quindi molti di questi gruppi li ho scoperti molto dopo, ma anche negli anni ottanta la musica anni ottanta mi faceva cacare: Europe, Duran Duran, Simple Minds ricordo con chiarezza che li detestassi come poco altro, il suono del sax tirato e sovrastante, le voci sincopate, la batteria (OCCAZZONOOO) elettronica, le tastierine, le giacche tirate sui gomiti. Grazie no.

Poi ovviamente a volte scopro delle cose che erano satte sovrastate dal pennarellone fluo degli anni ottanta.

un ciddì: au pairs – live in berlin (1983)

link: wikipedia

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melt

Ho notato che quando parli di cambiamento climatico la gente si innervosisce, cambia discorso, distoglie lo sguardo, scorreggia forte pur di soffocare l’imbarazzo di essere cosciente del fatto di essere parte del problema ma di non avere grossa voglia di far parte della soluzione.

Forse se il Covid smette di essere un trend parleremo prima o poi anche della necessità di smettere di comprare stronzate su wish (per esempio io ho comprato di recente un peluche a forma di Totoro sformato).

E forse dovremo parlare di far pagare gli oggetti in base alla produzione degli inquinanti necessari per produrli enon solo in base alle materie prime.

Noto che la gente continua a sfidare la statistica, perdendo e assembrandosi senza vaccini e mascherine e periodicamente morendo.

Un po come se si aspettassero che buttarsi da un ponte sulle rocce, senza elastico o paracadute possa rivelarsi un’ottima idea.

Sento ribattere sulla “politicizzazione del green pass” da poverini che non capendone l’utilità tecnica, si affidano a Salvini. Del resto ognuno ha i riferimenti che merita (e che si sceglie).

Vaglielo a spiegare che i certificati vaccinali sono obbligatori negli spostamenti transnazionali da decenni verso molti paesi del mondo.

Sono stato in due parchi nazionali non ancora devastati dalle fiamme delle mafie dei canadair. Ho visto degli splendidi esemplari di Agrifoglio e di Tasso sulle Madonie e sui Nebrodi.

Sono stato a Gangi a vedere preti morti nella cripta/non cripta (ha le finestre).

Ho mangiato ancora una volta la mitologica pizza di Ribera che reputo uno shock culturale al pari di vedere Evangeline Lily in bikini nella piscina dei miei amici.

La Sicilia mi ha come sempre assorbito, stupito, accolto, travolto, stordito.

Unico rammarico non aver potuto andare a Palermo.

(Cacchio ma ho scritto davvero “aver andato”? Credo stia arrivando finalmente l’Alzheimer)

un ciddì: low – hey what (2021)

link: bandcamp

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birrafan

Non sono mai stato un fan del mare a ferragosto.

Lottare per un angolo di spiaggia libera e buttarmi nell’acqua tiepida, pisciata e sudata.

Quindi ho passato la vigilia di ferragosto a bere vino e birra fino alle sette del mattino per la festa della Kicker.

Ci ho pure fatto su un tatuaggio.

Oggi al lavoro dopo aver cercato invano di recuperare il sonno perso, di solito i Pantera funzionavano, vediamo un po’.

Sabato parto per la Sicilia, e se va bene vedrò pure qualcosa anziché mangiare e basta.

Hanno rotto i coglioni con gli incendi.

unciddì: vasco brondi – paesaggio dopo la battaglia (2021)

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sottobosco

Prima che riuscissi a mandare a memoria la data del compleanno di E. é arrivato sto cazzo di agosto.

Quello che poteva essere il mio più bell’unico concerto estivo (Sons of Kemeth) é stato annullato per covid, [inserire bestemmia a scelta].

E. ci ha regalato della destabilizzazione iniziando a lavorare. Un’ottima cosa destabilizzare tutto, mantiene freschi, giovani e incazzati.

Fuck you Routine.

La Kicker ci ha regalato una febbre a 39 per la malattia sesta, che fa sempre comodo avere in giro per casa una stufa sorridente mentre anche fuori fanno 39 gradi.

Bene, grazie e voi?

Ho sgamato una parenteserpente che si é intrufolata nel mio cortile per vedere che lavori stavo facendo fuori con la tettoia, di nascosto come una serpente, acida come una serpente con la faccia come un culo di un serpente uroboro che abbia terminato l’opera di inglobarsi. Sono i piccoli problemi paesani a cui avevo mai pensato.

Sono felice che ho finito il 1Q84, sono felice perché é stata una sofferenza leggere un libro di cui non colgo nessun senso, nessuna utilità nessun supporto, nessun fremito.

Mi innamoro tutte le settimane quando posso, di pezzi nuovi, album nuovi, gruppi nuovi, come sempre. E la musica mi da ancora pelle d’oca.

Datemi

un

cazzo

di

concerto

(possibilmente un pogo)

Grazie

un ciddì: carmelo pipitone – cornucopia (2018)

Carmè mi eri sfuggito prima, cazzo. Ti ho visto suonare dal vivo coi MST qualche volta, piure da vicino e non dimenticherò mai la tua versione di Suicide Note, un rispetto enorme per Dimebag.

L’abum è figo, daccene altri.

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ammano

C”era da buttare giù una vecchia tettoia che aveva fatto costruire Nonno.

Ho chiamato un ragazzetto, di quelli bravi che ogni tanto si trovano, ci siamo messi di buona lena. E abbiamo chiuso con un fiume di birra gelida. La scusa era che non volevo fare fare a luii le cose pericolose, e in realta é pure vero…non mi piace parecchio l’idea che uno pagato in nero si faccia male nel mio cortile.

Ma un’altro ottimo motivo é che il lavoro manuale mi piace, mi aiuta a scaricare e non pensare. Oltre ad aumentare la mia autostima senza motivo.

In due giorni l’abbiamo tirata giu e pulito tutto.

Bello pulito, pronto per la ricostruzione dopo la distruzione.

Mi sono preso una settimana intera di birrette serali, roba che avevo interrotto da tempo perché mi stavo trasformando in una lattina di birra ma calda.

Oggi mi prendo un secondo shottino di Pfizer e già prevedo malditesta.

un ciddì: john grant – boy from michigan (2021)

link: official

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double

Che quando escono due album italiani che mi piacciono nella stessa settimana mi sento dio.

Che quando sento il menisco che gigioneggia il giorno della corsa mi sento depresso.

Che quando sento che sta per arrivare il venerdi sera mi fomento.

Che quando so che di notte comunque alle due/due e mezzo la Kicker mi sfonderà i sogni a strilla mi agito.

Che le mie piantine grasse fiorite mi fanno sentire un po’ come se fossi il grande giardiniere del vicinato.

Che essendo l’unicoi che ha un giardino nei dintorni, probabilmente non é che sia poi cosï complesso ma tant’é.

Mi sento a giorni come un adolescente in crisi ormonale, vorrei chiudermi nella mia cameretta e fare un cazzo se non ascoltare musica e leggere fumetti per 48 ore.

Ripasso al suono in cuffia tanto prima che possa comprare un impianto senza rischiare che penne, pastelli, colori e altri oggetti, frutti, colori nomi e città lacerino i woofer passerà un po’ di tempo. Che e un po’ come esser in cameretta solo che anziché fumetti leggo email.

un ciddì: strebla – cemento (2021)

link: bandcamp

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saiborg

Nel frattempo anche io mi sono vaccinato, con una bela dose di m-RNA della pfizer, così appena bill gheits accende il 5g mi trasformo in un saiborg. La mia arma segreta sarà il sonno. Sarò un saiborg che dorme tutto il tempo.

Daje bill, sbrigati.

Mi hanno fatto il vaccino in poco tempo, poca fila, poche formalità, pochissima burocrazia, nessun effetto collaterale. Deludente.

Speravo ce lo dessero in uno sciottino di vodka e invece puntura.

Poi a sorpresa sono venuti sorella e cognato. Ottima sorpresa e ottimissima scusa per prendere aria con Punk e Kicker , fare il primo bagno nell’acqua gelida del mio mare preferito, fare una passeggiata nella mia montagna preferita che riserva sempre anfratti sconosciuti.

Fine settimana troppo breve.

E poi per sbaglio scopro che è uscito l’ultimno dei fine before you came (molto teso ma senza sfogo…sigh) ma soprattutto:

un ciddì: bachi da pietra – reset (2021)

link: official

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magia

Quindi, dicevamo, non ho voglia di lavorare.

Inprimavera bisogna uscire e impigrirsi al sole.

Correre la sera.

(parentesiaperta la playlist contiene anche canzoni per il punk, quindi ogni tanto, di solito quando mi tocca affrontare salite impegnative, parte a tutta pompa e completamente random “il caffe della peppina”. Non è bello. No. non è bello chiusaparentesi)

Bere birra la notte.

Svegliarsi per le strilla della figlia nel cuore della notte.

Non c’é spazio per un lavoro di qualità.

Chissà se posso riscattare un mese di pensione all’anno adesso che poi recupererô con calma quando sarò (più) vecchio.

Leggo poco, ho avuto un paio di sole ultimamente e pure Murakami Aruki non sembra essere all’altezza di risollevare il mio tedio. Speriamo cjhe 1Q84 si ripigli presto. Per ora sono sbafiglioni.

Così per noia ho sviluppato un piano geniale:

1.Vinco al superenalotto

2. Apro un caseificio

3. Assoldo il mio amico casaro

4. Produco il pecorino più buono del mondo e divento il sardo produttore di formaggio più famoso del mio quartiere

Il punto 1 e già in lavorazione.

unciddì: the black keys – delta kream (2021)

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DiCi

La primavera del cazzo non arriva.

Saranno i vulcani, sarà il cambiamento climatico, saranno i miei nervi a pezzi, ma ha rotto il cazzo.

Se guardaste fuori dalla mia finestra ora vedreste quello che si vede a Piacenza. Nebbia.

Continuo a correre anche sotto la pioggia, altrimenti tra virus e pioggia non dovrei uscire di casa, DiCi.

Sono passato dall’alcol e divano al digiuno e corsa. Anche le mie preghiere sono più intensificate, DiCi.

Ho convinto pure Ignis a venire a correre, anche lui pure sotto la pioggia. Siamo pochi ma buoni. E tutti vecchi.

La Kicker si sveglia ogni notte alle 2.30, Urlante come solo la Kicker sa urlare. Mi ha tolto più decibel lei che la sala-cripta (il Batteriarum) del Tresor di Berlino. Ho dovuto controllare che non avesse una sveglia nascosta sotto la culletta.

Voglio subito: Mare, Album nuovo dei Bachi da Pietra, un nuovo album di rock tipo Catartica da un nuovo strabiliante gruppo italiano, Una sbronza colossale, Sole, Dormire.

Segnalo un film di merda da cancellare dalla memoria collettiva di noi tre che l’abbiamo visto: they remain del 2018. non fatelo, non lascia dubbi solo nervi e voglia di menare tutti a iniziare dal regista e gli attori per finire con chi ha scritto i titoli di coda. Vi lascia solo una gran voglia di violenza gratuita. Perchè l’ho visto? Perchè non mi fido di Rotten T. ma ogni tanto dovrei.

Techno. tanta techno.

un ciddì: converge – the dusk in us (2017)

link:soundcloud

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dieci

Ci sono voluti sessantatre giorni per perdere parte della ciccia che il mio corpo ha accumulato durante il lockdown del duemilaventi.

Sessantatregiorni (quasi) senza alcool. Woow sono impressionato.

Ho pure ricominciato a correre, come i criceti, al campo sportivo a correre in circolo. Quasi 6 km tre volte a settimana. Ok. Bene.

E mi hanno rinnovato il contratto, e spero che questo mese che ho lavorato da non pagato mi venga scontato dalle ferie. Eeeeh, addirittura.

Sono perfino riuscito a buttare due magliette vecchie, una felpa e un paio di jeans, un evento che non accadeva da anni. Incredibile, ma allora sei il numero uno!

Però sono indietro con gli horror, ne guardo massimo due al mese. Male, malissimo, peggio,

E non leggo i chili di fumetti comprati e arretrati perché ho troppi due figli. Catastrofe e vergogna.

Nei limiti del possibile quindi sopravvivo alla mia quarantina d’anni senza troppe crisi di mezze età, senza troppi scleri, senza mandare affanculo più gente del dovuto, senza diventare troppo presto il nonno di me stesso e senza passare all’eroina che sono ancora troppo giovane.

un ciddì: Море Ясности (2016)

link: bandcamp

Il post-punk Russo sembra essere stato li da sempre e sembra essere l’unico post-punk possibile

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