cerchi

Ci sono mattine in cui non esco dalla macchina se prima non é finito il pezzo che sto ascoltando. Per rispetto. Me l’ha insegnato un amico tempo fa.

Stamattina, arrivato nel parcheggio sotterraneo ho desiderato stare li tutta la mattina ad ascoltare i wilco. Si non sono il miglior gruppo del pianeta,  ma ci sono momenti perfetti per i wilco.

Tipo stamattina.

Ieri mi sono bevuto via il fegato a furia di negroni e vodka, ho sparato cazzate, ho riso, ho bevuto via un po’ di tristezza.

Esattamente come fanno le persone mature.

Ho il terrore quando mi ubriaco di mandare o inoltrare whatsapp alle persone sbagliate tipo al capo. Tipo che so rocco che s’incula qualcuno, cosette così che ci scambiamo solo con un numero ristretto di genti serie.

No, non é successo. Ma mi viene il dubbio la mattina dopo, quando apro tremante le chat.

Stamattina infatti ero molto bellino, c’é voluta un’oretta per ricordarmi il mio nome.

Circa dieci minuti per preparare la caffettiera.

Altri dieci per lavarmi via la faccia da ubriaco.

Vorrei tenere gli occhiali da sole per lavorare al computer.

un ciddì: chrysta bell & david lynch – this train (La Rose Noir, 2011),

link: youtube

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D.

D. in questo blog é stato l’orco.

D. era l’orco delle favole, un gigante. Non so quanto fosse alto ma per me era come se fosse alto sette metri.

D. dava l’impressione di poter schiacciare tra le mani qualsiasi cosa. E forse poteva.

Ma D. era una bella persona, mite, bravo, sorridente, forte, gentile, generoso.

Un orco mitologico, una persona talmente realmente viva e buona da sembrare irreale.

D. venerdì é morto sul lavoro. Perché D. lavorava duro. Abbiamo lavorato assieme qualche volta e D. era l’uomo perfetto per il bosco. Quando l’ho conosciuto faceva anche il buttafuori, mi ha detto che non ha mai dovuto fare nulla di spiacevole, di solito bastava lo sguardo. E ci credo.

D. é venuto con me in Sardegna, quando ho fatto il trasloco, mi ha aiutato un sacco.

Abbiamo dormito a casa dai miei.

Mio padre appena l’ha visto non si é potuto trattenere ed é sbottato a ridere. D. era troppo grosso per il mio paese, troppo un gigante rispetto alla media della mia famiglia.

Quando siamo entrati al bar, si  é generato un silenzio da far west movie per 60 lunghi secondi, quando gli amici del bar cercavano di realizzare chi fosse il gigante straniero.

Quando a saputo che andavo a Kinshasa a lavorare D. mi ha regalato un coltello fatto da lui. Con il manico in pelle.

Ho passato il fine settimana a gridare, bestemmiare, piangere, bestemmiare, ubriacarmi, bestemmiare e disperarmi.

E bestemmiare forte e ancora e ancora.

L’ho visto che camminava in casa, e ho sentito la sua voce da Orco che faceva vibrare.

Ma non é servito a nulla.

D. non era una persona che potesse lasciare solo ricordi, lasciava segni nelle persone.

D. e F. stavano aspettando il secondo figlio.

D. ci ha cambiato tutti e ora siamo tutti tristissimi e soli.

E vuoti.

Update 14/06: Stanotte l’ho sognato, era ubriaco in bici con F. in una citta’ di notte, era allegro e faceva casino. Un sogno allegro. Ma io mi sono svegliato come se mi avessero picchiato stamattina.

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chiuso

Così ogni tanto fa bene chiudere internet.
Tipo per non far distrarre gli studenti durante gli esami o per non farli copiare.

Così imparano.

Così tutti imparano anche chi non ha esami o li ha gia fatti.

Certo é un po’ come chiudere gli ospedali per non permettere ai criminali di potersi curare.

O come ritirare dal mercato i coltelli così la gente non si fa male.

O come non riempire il deposito dell’acqua.

Così non perde.

un ciddì: Sunn O))) –  Black One

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51

Non é un post di compleanno, Manuel Agnelli ha fatto 51 anni questo marzo.

E mi ha fatto compagnia negli ultimi vent’anni della mia vita.

Tutti noi orfani dei CCCP abbiamo imparato a nostre spese che il profeta non é mai all’altezza della profezia, dopo la tragica intervista che non voglio ricordare troppo.

Manuel dunque é salito di notorietà con partecipazioni televisive e interviste su larga scala.

Ora.

Nell’ultima mirabolante intervista Manuel spara merda sulla musica italiana. Ad alzo zero.

Tutta la musica italiana é una merda.

E ha ragione.

Piena.

Ha ragione anche se l’ultimo Folfiri mi ha dato l’impressione di una grossa sega.

E non é come spesso si legge nostalgia di gioventù e per il tempo che fu e che non tornerà mai più.

È un pochino più avanti il giudizio di Manuel.

Riguarda la mancanza totale di composizioni nuove che non richiamino Fausto Papetti, Ricchi e Poveri, Malgioglio, e quando va meglio Scisma, . Non é sul cantautorato il problema, li ci si muove, ma purtroppo il cantautorato non mi interessa. Possibile che nonostante youtube, i blog, il passaparola, riesca a fatica a tirare fuori un gruppo italiano contemporaneo da menzionare? Ancora c’é chi si sbatte la testa sull’HC e non ne esce più.

Leggo e ascolto.

E butto il 99% di quello che produciamo in Italia.

Ho buttato: Barbagallo, Lula, Lotus, His Clancyness.

Non voglio nemmeno nominarne un’altra quindicina che mi vergogno.

Questione di gusti? Può darsi, ma mi pare una situazione di stallo tipo quella degli anni 60, dove al più si scimmiotta il passato o si copiano stili e atteggiamenti del peggio estero.

Arridateci un po’ di creatività cazzo.

E soprattutto ditemi che mi sto sbagliando.

Per favore.

oggi ho salvato dal mio diluvio personale:

marnero – la malora (2016)

link: bandcamp

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pur troppo

Non posso non essere troppo triste oggi.

La voce di Chris Cornell nei Soundgarden ha accompagnato troppo della mia adolescenza, troppe cazzate fatte, troppi momenti bellissimi, troppi momenti tristi.

Ascolto ipnotizzato la sua voce ipnotica e incredibile e irripetibile, come quella di Layne. Una voce che mi ha inciso troppe tacche dentro come su una canna di fucile.

Una voce che rende un’adolescenza banale, epica nei ricordi.

Non faccio il paraculo, i suoi album da solista, gli spin off e le altre cose non mi hanno mai rapito ne interessato troppo.

Ma cazzo, Like Suicide, Like Suicide cazzo!

E voi ci potrete non credere ma é da stamattina che la pelle d’oca non va via e che mi sento troppo debole di sentimenti.

Volevo che lo sapessi.

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paragone in proprio

Tra qualche settimana il piccolo punk! avrà fatto i suoi vaccini e lui e la portapunk! potranno ri-raggiungermi in Etiopia.

Si mio figlio lo vaccino e vi spiego perché usando dei paragoni impropri.

Paragone improprio numero 1.

Supponiamo che circoli la voce che la cintura di sicurezza della macchina incrementi il rischio di cancro. Io smetto di usarla. Poi ho un incidente e muoio.

Il paragone é improprio perché individuale e poco probabile.

Paragone improprio numero 2.

Supponiamo che circoli la voce che usare i freni mentre si guida un camion faccia venire il cancro. Io smetto di usarli così come ho smesso di usare la cintura di sicurezza. Poi ho un incidente dopo pochi minuti, muoio io e ammazzo una manciata di persone.

Il paragone é improprio perché circoscrivo il problema ad un’area limitata di coglionaggine.

Paragone improprio numero 3.

Supponiamo che circoli la voce che usare i freni mentre si guida un camion carico del virus del morbillo, soprattutto in prossimità delle strisce pedonali dei centro città, faccia venire il cancro.

Ecco, il migliore tra i paragoni impropri.

Fatevi una passeggiata in una qualsiasi capitale africana e contate le sedie a rotelle.

Poi quando avete finito contate il numero di persone che non si può permettere la sedia a rotelle e striscia per terra.

Sono spesso vittime della polio.

Poi andate a chiedere a un cinquantenne del mio paese, che pur non essendo mai stato in Africa, ora sta bestemmiando perché é in isolamento a causa del morbillo che lo stava per uccidere.

Tanto lo so che i migliori di voi non si convinceranno, nemmeno spruzzandoli con le scie chimiche.

Molto meglio una supposta omeopatica, ma che sia effervescente e possibilmente pralinata.

un ciddì: sick tamburo – un giorno nuovo (La Tempesta, 2017)

link: wikipedia

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bialetti

Egregi signori,

sono ormai quasi trent’anni che mi fregio di bere caffé prodotto dalle Vs. moka.

Conservo gelosamente la mia prima moka comprata durante l’università e ritengo che la qualita dei vostri prodotti sia insuperabile.

Ciononostante vorrei proporvi un miglioramento: Non sarebbe possibile fare in modo che il manico della caffettiera, quando brucia, non abbia l’odore più sgradevole del mondo?

Che so, potrebbe odorare di palissandro bruciato, di stagno bruciato, pure di peli del braccio bruciati, ma veramente l’odore del manico di caffettiera bruciato é insostenibile e persistente.

Dal momento che la mattina non tutti siamo agili e scattanti prima del primo caffé, sarebbe d’uopo fare in modo che una seppur eventuale e sporadica disattenzione mattutina non pregiudichi l’umore della giornata.

Un odore di manico bruciato fa passare in secondo piano l’aroma del caffé.

Cordialmente,

cheo.

un ciddì: black lips – arabia mountain (Vice, 2011)

 

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