contemporaneo

È  complesso in queste grigie giornate d’inverno essere un uomo moderno.
Adattarsi a queste nuove tecnologie, alle mode che cambiano.

Fare senza Berlinguer ti voglio bene e senza Benigni.

Scordarsi di essere nati e cresciuti in un periodo dove non c’era internet ma c’era gigrobò e altre stronzate malinconicissime e tristissime che molti miei coetanei non rassegnati si divertono a ricordare.

Sempre.

Continuamente.

Noiosamente.

Per fortuna c’é la musica. Quindi insomma abbiamo avuto gli anni 70 e 80 ricchissimi di cantautorato per un 90% ridicolo, inutile e soprattutto noiosissimo e mal arrangiato e stonato.

Non mi mancava quel 90% così come non mi mancano i cazzo di anni 70, né gli 80 né i 90 né i 10.

Io vivo il mio 2017 discretamente felice, nonostante Trump, le sette degli antivaccinisti, i 5 stelle, il black metal e dimebag sottoterra, Manuel agnelli a xfactor  e tutto lo splendore e stupore che quest’epoca ci riserva.

Quindi insomma non riesco a capire nella maniera più assoluta perché nel 2017 deve esistere una cosa come andrea laszlo de simone.

Proprio no. Ci provo ma non ce la faccio. E credo non ce la farei nemmeno trentacinque anni fa, sono contemporaneamente coerente.

un ciddì: shintaro sakamoto – how to live with a phantom (2012)

link: discogs

…così giusto per spiegare la differenza tra un album pop di sapore 70 ma fortemente contemporaneo (che comunque non mi cala troppo) e un sacchetto di plastica con patate e uova chiuso  dimenticato in un frigo altrettanto chiuso e staccato dalla corrente dagli anni 70.

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dicorsa

E quindo ho deciso di rimettermi a corr…hahahaha.

No, non proprio corsa per ora, diciamo corsetta incerta da anziano che attraversa la strada, però sto meglio solo all’idea.

Quando ero in Congo mi sfiatavo in un attimo perché correvo al ritmo della techno. Qua mi sfiato subito per via dei 2400 metri di quota e per via dei quarantunanni.E ottanta chili.

Non vedo l’ora di portare il punk per motivarmi.

un ciddì: d’arcangelo –  audiovisual design (Rephlex, 2013)

link: discogs

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love

Sono un lettore abbastanza onnivoro, anche se non alla frequenza che vorrei.

Posso spaziare dalla pimpa ai saggi di storia dei nuraghi, dalle ricette coi vermi alle inchieste su padre pio (sempre sia lodato).

Ma ovviamente l’horror é da sempre stato quello che sazia le mie notti di lettore.

Durante le ore lavorative rubo del tempo a leggere blog, articoli, portali di letteratura per vedere que pasa nel mondo.

Leggo libri che abbiano almeno più di dieci anni, con preferenza per quelli che hanno più anni di  me. Il mio mito di sempre sono stati ovviamente Poe e Lovecraft, sin dalle scuole medie.

Lovecraft ho visto che é tornato di gran moda e un sacco di libri di critica stanno venendo pubblicati.

Ecco dei libri di critica, delle prefazioni, delle introduzioni, delle quarte, di tutto cio che non é penna dell’autore, non me ne é mai fregato un cazzo.

Sono presuntuoso, preferisco farmi prima l’idea mia.

E per uno strano accostamento mentale che forse non c’entra un cazzo, ma che mi é giunto or ora nelle dita attraverso le mie sinapsi, ho sempre detestato TUTTI i pezzi musicali che iniziano benissimo e sfociano in un fastidiosissimo e inascoltabile pop con maggior fastidio per gli artisti che ho stimato (leggi chris cornell da solista).

un ciddì: dope body (lifer, 2014)

link: wikipedia

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borghesotto

Essendomi rotto i coglioni di 12 giorni senza luce e 4 senz’acqua durante la stagione delle piogge (che ad Addis Ababa fa un freddo becco) con un punk che caga frequentemente e necessita di essere lavato altrettanto, in una casa dove pagavo un rene di affitto, , ho deciso di abbandonare la mia attuale casetta in un quartiere abbastanza popolare, pagare un po più di un rene, stare in un compound, avere acqua e luce costantemente e fare il borghesotto.

Ora solo i pretacci coi loro sproloqui dissonanti e stonati potranno raggiungermi. E del resto non conosco posti irraggiungibili da costoro in Addis…

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alfemminilepuntoittì

Buongiorno Mammole,

il nostro poffolotto ha ormai cinque mesi,

é molto buffo quando ha sonno e piuttosto che chiudere gli occhi si contorce ed emette suoni con la gola come se fosse Satana incarnato e si calma solo con il metal di un certo livello o quando gli canto “Black Metal il mio folk” dei Bachi da Pietra.

E dovreste vederlo quanto rigurgita abbondante,lontano e con precisione!

È capace di centrare col rigurgito gli angoli più impensati della casa e dei nostri vestiti, così ormai da tempo nella nostra casa aleggia un profumo di ovile e di ricotta appena fatta che mette un certo appetito!

Produce anche una discreta quantità di merda il nostro giggiorollino! Dovreste vedere che consistenze e profumi e che gioia stare chiusi in casa a cambiarlo senza luce né acqua per 13 giorni perché fuori piove! E che scorregge! Proprio come se fosse un asino carico di legna in salita!

E come scalcia! Appena gli si mette una coperta addosso, o ha una parete vicina o degli incisivi a portata di piede simula chuck norris ed esercita gli arti inferiori con tutta la veemenza e violenza di cui é capace con i suoi sette chili abbondanti.

E dove non arriva coi calci, riesce a produrre discrete cicatrici sul mio naso con i suoi artigli nonostante li tagliamo regolarmente,  probabilmente li affila mentre io dormo.

Non disdegna il cibo il nostro punkabbestiolo. E se il cucchiaio non viene riempito con la dovuta velocità grugnisce e con gli occhi vivi ed eloquenti lancia anatemi terribili e paurosi.

Ma queste cose sono sicuro che sono comuni anche ai i vostri tortellini impanati,

quello che volevo chiedervi é se secondo voi é normale che sorrida sardonicamente alle plafoniere.

Soprattutto quelle nere.

un ciddì:demon fuzz – lifer (2014)

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pdv

I punti di vista cambiano con la rotazione.

Tipo la luce che ora manca da quattro giorni, e non mi dava nessun particolare disturbo prima, ora diventa un casino (bagnetti, pappine e stanze da riscaldare dove non arriva il calore del camino).

Tipo quando chiami per segnalare il guasto e loro ti dicono ogni giorno: “si. la squadra sarà li tra 5 minuti a riparare il problema”, che mi ricorda tanto il Congo.

Tipo l’acqua che quando mancava prima veniva rimpiazzata da quella delle taniche, che ora invece risultano cosi ostili e freddi.

Tipo la pioggia che prima era la scusa buona per stare in casa a giocare a fare figli, ora diventano la tortura dello stare in casa per forza con il punk che giustamente si rompe il cazzo tra quattro mura dopo due settimane di nudismo e anarchia in Sardegna.

Quindi si, ora mi roteano fortemente e quindi il fine settimana mi faccio una gitarella famigliare per svaporare un po’. Voglio fare un cazzo per almeno 24 ore.

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fermando

Fermo restando che il lavoro mi piace.

Fermo restando che l’Etiopia mi piace.

Fermo restando che la mia famiglia é qua.

Fermo restando che per ora non ho dove altro andare senza troppi cazzi connessi.

Mi farei volentieri almeno un semestre sabbatico.

Di cui:

Mese numero 1: risolvere cazzi amministrativi e vedere amici sparsi per il mondo.

Mese numero 2: analisi e dentista e concerti.

Mese numero 3: leggere i fumetti arretrati.

Mese numero 4: Fare un cazzo se non camminare e nuotare e vedere film e leggere.

Mese numero 5: Fare un cazzo se non camminare e nuotare e leggere.

Mese numero 6: Fare un cazzo se non camminare e nuotare e leggere.

Fermo restando tutto, tutto resta fermo perché tanto il semestre sabbatico non me lo da nessuno se non me lo prendo licenziandomi.

un ciddì : algiers – the underside of power (2017)

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